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Terroristi in Italia: continuano gli arresti. È stato eseguito oggi l’ordine di custodia per un tunisino residente in provincia di Caserta. Progettava di andare a combattere in Siria e aveva iniziato a fare propaganda tramite social network

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Terroristi in Italia: continuano gli arresti. E’ stato eseguito oggi l’ordine di custodia per un tunisino residente in provincia di Caserta. Mohamed Kamel Eddine Khemiri, 41 anni, abitante a San Marcellino (Ce), progettava di andare a combattere in Siria e aveva iniziato a fare propaganda tramite social network. “Sarò dell’Isis finchè avrò vita. E se morirò vi esorto a farne parte”, così si esprimeva l’uomo in una intercettazione del 25 gennaio 2015. Ora è accusato dalla procura di Napoli di associazione con finalità di terrorismo e di apologia del terrorismo.

Terroristi in Italia
Terroristi in Italia: arrestato un tunisino

I terroristi, nel definirsi “isissiani“, intendono riferirsi proprio allo Stato Islamico, e Mohamed secondo le accuse mosse contro di lui, aveva già iniziato a fare propaganda sui social e a reperire materiale, come immagini di mujaheddin armati e inneggianti al martirio con il vessillo nero del Califfato. Per lui oggi  è arrivato l’arresto da parte del Ros dei carabinieri su disposizione del giudice di Santa maria Capua Vetere.

Non solo terrorismo tra le accuse al tunisino

Non solo reclutamento di terroristi tra le accuse per il tunisino. Khemiri è accusato infatti di essere a capo di una banda di trafficanti di migranti. In merito a questo filone d’indagine, chiuso contestualmente a quello che ha portato poi all’arresto dell’uomo, i carabinieri del Ros, coordinati dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, hanno tratto in custodia otto stranieri accusati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e alla falsificazione di documenti. La procura di Napoli aveva già chiesto l’arresto di Khemiri, richiesta però rigettata all’epoca, e ora finalmente portata a termine a seguito di queste nuove accuse.

L’organizzazione a capo della quale sarebbe stato a capo Mohamed Kamel Eddine Khemiri, in cambio di denaro, in accordo con varie aziende tessili, predisponeva contratti di lavoro e buste paga fittizie a beneficio di immigrati maghrebini al fine di regolarizzare la posizione in Italia degli stessi, grazie all’ottenimento di permessi di soggiorno per motivi di lavoro. Come per il pakistano espulso nei giorni scorsi, anche per il tunisino il Ros aveva assistito alla progressiva auto-radicalizzazione manifestata anche attraverso i social network.

Il pericolo che anche nel nostro Paese si nascondano dei terroristi è dunque reale, e la tensione altissima. Rafforzate le misure di sicurezza in tutti i luoghi sensibili e intensificate le ricerche dell’intelligence, finalizzate ad intercettare ogni minino segno, ogni minimo cambiamento in individui anche apparentemente insospettabili. Basterà questo a salvarci?

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