Tina Modotti, l’Eros della Rivoluzione e il Muralismo a Roma



tina modotti
Immagine da Pixabay

La figura poliedrica diTina Modotti sarà rappresentata in una mostra nel progetto Roma Fotografia 2020 EROS fino all’8 marzo

Nell’ambito del progetto Roma Fotografia 2020 Eros, la figura di Tina Modotti sarà inscritta in una mostra a Palazzo Merulana, fino all’8 marzo.

Sarà il desiderio il tema centrale della manifestazione capitolina, aperta fino al 6 aprile. Quello di Tina Modotti è infatti “L’Eros della rivoluzione”.

Un percorso suddiviso in 4 sezioni, con opere provenienti da diversi Istituti come dall’Instituto de Investigaciones Estéticas (IIE), dal Fondo “Manuel Toussaint” dell’Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM) di Città del Messico.

L’evoluzione di Tina Modotti: ilo stile live floreale

Nella prima sezione si possono osservare un sunto dei momenti più importanti del suo percorso. Dalla seconda sezione la sua evoluzione: lo “stile live floreale”: mani che diventano fiori e fiori che si trasformano in mani; in un’allusione di sensualità. Questo è anche il suo periodo di aprendistato, sotto l’egida di Edward Weston, fino al 1926.

Sono 38 le opere che potranno essere ammirate a Palazzo Merulana, scatti che raccontano una rivoluzione attraverso il filtro di una forza che governa il mondo. Sempre con la medesima cura per i dettagli, attenzione e sensibilità.

Nella terza area si parla condzione di vita delle donne del Tehuantepec, un vero e proprio reportage sociale. Una splendida narrazione della loro sensualità e bellezza.

Altra grande passione è l’esplorazione della condizione sociale messicana, che introduce nell’ultima sezione, dedicata al Muralismo. Quello messicano, in particolare.

Questo contributo al concettualismo dell’arte messicana fa di lei una delle più importanti esponenti del suo movimento artistico.

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