Tramonto in kayak: all’inseguimento del sole sopra Palinuro

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A bordo dei nostri kayaks sfiliamo velocemente sul mare del Cilento, dalla spiaggia del Mingardo fino al porto di Palinuro, per non perderci il bacio tra il sole e l’orizzonte. Siamo oggi Outdoorini romantici in un’escursione al crepuscolo della sera

In ogni nostra escursione la bellezza della natura si dà nelle sue infinite forme e accade attraverso il “momento” in cui queste forme si svelano: ora sotto la luce del giorno, ora sotto il chiarore della notte. Per entrambi è l’epifania dell’alba e del tramonto che scandisce i tempi delle nostre giornate, provocando in noi quella sensazione di benessere legata all’inizio dell’avventura o alla fine delle sue fatiche.
In un mondo che corre veloce, l’alzarsi del sole e il suo calare, oltre a dare una luce nuova a ciò che circonda, ci ricordano che esiste un tempo che va oltre i nostri tempi e che esige una pausa da parte nostra per essere ammirato, compreso, goduto.

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E così che allora decidiamo di viverci l’alba sul Cervati o nel deserto, e il tramonto dal sentiero degli Dei o dal monte Vesole, in attesa dell’inizio e della fine della giornata. Oggi abbiamo scelto il mare per godere lo spettacolo che la natura ci concede in ogni crepuscolo, in attesa del bagno sotto la volta notturna.

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Partiamo dalla spiaggia in cui il fiume Mingardo segna il confine tra Palinuro e Marina di Camerota, dove c’è un fondale sabbioso per affondare i piedi e la pineta alle spalle per la pennica dopo la pagaiata. Quasi quasi restiamo qui. Ma dobbiamo andare incontro al sole che cala e non avremo soste oggi, se non quella solenne davanti al tramonto.

Con l’aria più fresca e nell’acqua più calda del pomeriggio, pagaiamo sotto le rocce calcaree che scendono a strapiombo sul mare, dove le acque hanno scavato grotte e gole profonde. Il primo a salutarci è l’isolotto del coniglio, quello accovacciato che si riconosce da lontano, sulla cui “testa” vi è un fitto bosco.

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Poi le cinque punte dove Capo Palinuro custodisce gelosamente diverse grotte marine. Noi ci fermiamo ovviamente in ogni anfratto, gestendo al meglio la nostra piccola imbarcazione: Cala Fetente selvaggia e maledetta con il suo odore pungente di zolfo, cala delle Alghe e cala delle Ossa, dove immaginiamo quei resti di ossa calcinate nella roccia essere dei pirati vittime degli antichi naufragi.

Un tuffo veloce e ci rimettiamo in cammino. Abbiamo un appuntamento con il tramonto sopra Palinuro: vogliamo godere l’infinita beatitudine dell’ultimo raggio di sole.  Ci fermiamo l’uno vicino all’altro con alle spalle le rocce rosso fuoco che fanno da specchio allo spettacolo davanti a noi. Non si parla più. Restiamo tutti rapiti nella contemplazione di un momento che si ripete ogni giorno, ma non è mai lo stesso.

Il ritmo che ci ha accompagnato fino a qui rallenta all’improvviso e lascia spazio a un’emozione di pienezza mista a nostalgia. La frenesia si placa e si fa spazio la quiete, dentro e fuori di noi. È l’ouverture che precede la fine del giorno. Accogliamo questo spettacolo con reverente solennità.

La contemplazione ci ha ridestato e rigenerati: siamo pronti al bagno di notte sotto il cielo stellato, un goccio di birra e le luci del porto.

Mi piacciono i tramonti pieni di luce, quelli che irrompono da qualche angolo nascosto del cielo e incrinano l’asse terrestre tanto sono spettacolari.
Quelli che ti ricordano perché sei vivo.
(Fabrizio Caramagna)

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Updated on 1 October 2020 - 00:33 00:33