Truffaut, il più felice degli uomini



84 anni fa nasceva Truffaut, uno dei simboli della Nouvelle Vague, tra i movimenti cinematografici più significativi e influenti del XX Secolo

Parigi, 6 febbraio 1932. 84 anni fa nasceva François Truffaut: regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, attore e critico cinematografico francese. Figlio unico di Roland Truffaut, architetto, e di Janine de Monferrand, segretaria al settimanale “L’illustration“, nasce a Parigi, vicino a Place Pigalle. Importante protagonista del cinema francese tra gli anni sessanta e settanta, diede vita a una nuova corrente cinematografica denominata nouvelle vague, letteralmente “nuova ondata”, che traeva ispirazione dalla passata stagione del Neorealismo italiano e che influenzerà successivamente numerosi registi americani della New Hollywood. François_truffaut

A 14 anni abbandona la scuola e si industria a fare ogni genere di mestieri finchè, per finanziare un cineclub “Le cercle Cinémane” da lui fondato, commette un piccolo furto che lo fa finire in un riformatorio. E’ il grande critico André Bazin a toglierlo dai guai, anche quando viene arrestato come obiettore di coscienza. Per merito di Bazin comincia a scrivere le prime critiche cinematografiche, avviandosi a diventare una delle firme più illustri de “Les Cahiers du Cinema“. Durante gli ultimi giorni di vita continua a guardare film mantenedo fede a quell’amore e a quella passione senza fine per il mondo del cinema. Il 21 ottobre 1984, a 52 anni, moriva per un tumore al cervello una delle voci più belle del cinema francese.

Tra i suoi numerosi capolavori ricordiamo: “I 400 colpi“, “Effetto notte“, “Jules e Jim“, “Il ragazzo selvaggio” e “Baci rubati“. Nel corso della sua carriera dirige le attrici più belle e brave del mondo, da Jeanne Moreau a Jacqueline Bisset, Catherine Deneuve, Julie Christie, Françoise Dorléac.

Un estratto dal libro “Il piacere degli occhi“, una vera testimonianza importante di chi ha vissuto dall’interno un periodo tra i più fecondi del cinema francese e mondiale, descrive Truffaut in modo perfetto: “Ecco perché sono il più felice degli uomini: realizzo i miei sogni e sono pagato per farlo, sono un regista.”

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