Trump, dazi
Immagine da Pixabay

L’annuncio dell’ex inquilino della Casa Bianca Donald Trump, arriva durante l’annuale Conferenza dei conservatori americani

Potrei decidere di correre di nuovo per la presidenza nel 2024“. Così Donald Trump ha scatenato l’entusiasmo della platea presente alla Conferenza dei conservatori americani. La convention di Orlando, appena il tycoon è salito sul palco, si è rapidamente trasformata in un Trump show con tifo da stadio.

Potrebbe interessarti:

Le critiche strumentali al Presidente Biden

Trump si presenta ad Orlando con un copione ben studiato per segnare il ritorno sulla scena pubblica, la prima volta da quando ha lasciato la Casa Bianca. Il messaggio è soltanto uno: “Joe Biden è un disastro, il suo primo mese è stato terribile. E potrei ricandidarmi. Il nostro viaggio è lontano dall’essere terminato”. E sulle voci di un nuovo partito dichiara: “Nessun nuovo partito! E’ solo una fake news, vogliono solo dividerci”.

Il tycoon domina ancora il partito repubblicano

Quando il tycoon sale sul palco è rilassato, abbronzato, persino un po’ dimagrito, sicuramente emozionato dalla standing ovation che lo accoglie. Tutti i repubblicani sono ancora ai suoi piedi. Secondo un ultimo sondaggio, il 59% lo vuole ancora leader e il 54% afferma che lo voterebbe comunque se si candidasse nel 2024.

Abbandonata l’idea di creare un terzo partito Trump si concentrerà dunque nel cementare i repubblicani attorno alla sua figura, indicando intanto un obiettivo più ravvicinato rispetto alle presidenziali: le elezioni di metà mandato nel 2022. Allora i repubblicani possono riconquistare la maggioranza al Senato rendendo Biden una “lame duck”, un’anatra zoppa. “Combatteremo contro l’assalto del socialismo ai nostri valori”, afferma Trump,

L’immagine di un uomo che non ha accettato la sconfitta

Il ritratto che giunge dalla Convention riflette l’immagine di un uomo a cui ancora brucia ardentemente la sconfitta. Davanti al suo pubblico dichiara che nell’ipotesi di una sua terza candidatura sarebbe pronto a sconfiggere i democratici per la terza volta. In riferimento a quelle “stolen elections” che soltanto per Trump e i suoi beniamini sono ancora tali. Il problema è che Il Tycoon rappresenta ancora la voce di milioni di americani i quali pendono dalle sue labbra. La sua irresponsabilità ha già condotto ad eventi estremi come quelli del Campidoglio ma la sua linea di scontro continuo sembra soltanto destinata a lacerare ancor di più nel profondo il Paese. Un’America in piena crisi pandemica ed economica che si trova di fronte ad un aumento preoccupante delle disuguaglianze su cui Trump alimenta il proprio messaggio politico.

Trump potrebbe essere il vero problema del suo partito

Il fatto che l’ex Presidente sia ancora all’interno del Partito Repubblicano e ben saldo alla sua guida non è una prospettiva gradita da tutti. Secondo molti osservatori e membri stessi della forza politica, i repubblicani dovrebbero voltare pagina alla ricerca di un rinnovamento per ridare credibilità alla loro azione governativa. Soltanto così, secondo alcuni, si ritornerebbe a guidare di nuovo saldamente il Paese dalla Casa Bianca. Quello che però sfugge è che siamo in un’epoca in cui la figura del leader è preponderante rispetto a quella del Partito. L’immagine di un singolo individuo, le sue azioni, i suoi esempi, molto spesso sono più significativi per un certo elettorato, rispetto all’azione di un gruppo. Fin quando Trump plasmerà i repubblicani a sua immagine e somiglianza e non sarà scalfito dal suo ruolo possiamo stare certi che non ci sarà alcun cambio di passo per la destra americana.

Letture Consigliate