Trump caldeggia lo spostamento delle presidenziali: il tweet



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immagine da pixabay

Trump affida la proposta ad un tweet, ma la legge americana non prevede la possibilità di uno spostamento se non con un provvedimento ad hoc

Trump vuole spostare le elezioni di Novembre, o almeno è quello che caldeggia in un tweet pubblicato in queste ore.

Superficialmente, questa necessità sarebbe dettata dalla volontà di evitare brogli che potrebbero scaturire dal voto per posta, e di dare la possibilità alle persone di “votare in sicurezza e correttamente”, ma i malpensanti vedono in questo tweet del tycoon un modo per riportare l’attenzione su di se (nel giorno in cui il suo carismatico predecessore Barack Obama avrà tutti i riflettori puntati su di se nel corso dei funerali dell’attivista John Lewis) e per guadagnare tempo (e punti) sul suo diretto avversario alla Casa Bianca che i sondaggi più recenti danno in vantaggio di otto punti.

Come se non bastasse, Trump deve anche digerire in queste ore la “bocciatura” ricevuta dal Dipartimento del Commercio, che ha dato gli Usa ufficialmente in recessione per il secondo trimestre del 2020 (con il Pil in discesa del 32,9%). Dati così preoccupanti non si vedevano dal 1947.

Le elezioni si possono spostare?

Lo scenario auspicato da Trump è praticabile? Secondo una legge firmata a metà Ottocento dal Presidente John Tyler no: la consultazione si svolge necessariamente il primo martedì di Novembre (è stato così addirittura durante le guerre). Per posticipare le elezioni servirebbe un provvedimento ad hoc, che perà alla Camera avrebbe vita dura essendo a trazione democratica.

Il Presidente è preoccupato per possibili brogli? A “tranquilizzarlo” ci pensa un’inchiesta Whasington Post/Electronic Registration Information Center secondo la quale le possibilità che un voto per posta sia manipolabile sono appena dello 0,0025% e che questa modalità di consultazione sia anche la più sicura da attuare in tempi di pandemia.

 

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