Trump
immagine da Pixabay

Trump perde la sua battaglia in Pennsylvania, dove si vede respinto il ricorso in appello. L’ultima chance è in Corte Suprema, a maggioranza conservatrice

Trump si vede respinto in appello il ricorso per brogli elettorali, ma l’ex presidente non ci sta e punta alla Corte Suprema. Lo Stato della Pennsylvania boccia la battaglia di Trump, una battaglia imboccata soltanto poche settimane prima per un elezione illegittima. Questa la tesi sostenuta dal repubblicano che ora, dovrà attendere il giudizio del più importante organo giudiziario degli Stati Uniti.

Potrebbe interessarti:

L’ago della bilancia

Il risultato non è poi così scontato considerando che, l’ago della bilancia all’interno del team della Corte Suprema penderebbe verso una maggioranza conservatrice. Soltanto poche settimane prima delle elezioni, infatti, il presidente Trump aveva puntato sulla new entry Amy Coney Barrett, conosciuta per le sue posizioni ultra-conservatrici sui temi dell’aborto e dell’immigrazione. Degli attuali 9, ben 3 giudici sarebbero stati scelti da Trump, a chiudere un cerchio radicato nei principi repubblicani.

Frankenstein

Le accuse di scorrettezza sono serie, ma definire un’elezione ingiusta non la rende tale. Le incriminazioni richiedono accuse specifiche e poi prove. E non ne abbiamo‘ si legge nella sentenza rilasciata dallo Stato della Pennsylvania.

La sconfitta momentanea non ha però scalfito lo spirito dell’ex presidente Trump, come fa sapere Jenna Ellis, avvocato e advisor della sua campagna elettorale: ‘La macchina giudiziaria attivista della Pennsylvania continua a coprire le accuse di grandi frodi. Siamo grati di avere l’opportunità di presentare prova dei fatti alla legislatura della Pennsylvania e fino alla Scotus (Corte Suprema)’. La versione resa dal giudice distrettuale Matthew Brann è di tutt’altra opinione, definendo il ricorso legale di Trump: ‘pieno di errori e cucito insieme come il mostro di Frankenstein‘.

Letture Consigliate