Ustica: dopo 37 anni dalla strage si invoca chiarezza



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Sono passati 37 anni dalla tragedia che ha coinvolto e spezzato le vite di 81 persone. Si invoca il ricordo, ma i fatti di Ustica non sono ancora chiari

Ustica, 37 anni fa, esattamente la sera di venerdì 27 giugno 1980, un aereo di linea Douglas DC-9-15 della compagnia aerea italiana Itavia, decollato dall’Aeroporto di Bologna e diretto all’Aeroporto di Palermo, si squarciò in volo all’improvviso e cadde nel braccio di mare compreso tra le isole tirreniche di Ustica e Ponza. Si trattò di un vero e proprio disastro aereo, nel quale persero la vita 81 persone.

Nonostante siano state fatte varie indagini al riguardo, non sono emerse le cause effettive del disastro. Alcuni punti mancano di chiarezza. Sono state avanzate, negli anni, differenti ipotesi, a partire dal coinvolgimento internazionale (in particolare francese, libico e statunitense, con una delle tre aviazioni che avrebbe colpito per errore il DC-9 con un missile diretto al nemico), ad un cedimento strutturale, fino ad un attentato terroristico (un ordigno esplosivo nella toilette del velivolo).

Persone comuni, che viaggiavano per rientrare a Palermo o per turismo, siciliani, bolognesi, adulti e ragazzi, vennero provate della possibilità di ritornare al loro quotidiano, di vivere le loro passioni, affetti, emozioni. Si spengono 81 vite.

Un Museo per la Memoria

Dopo due spedizioni per recuperare il relitto dal fondo del mare, rispettivamente nel 1987 e nel 1991, si riporta alla luce una parte del puzzle, e continuano le analisi per  i ricostruire i fatti.  Nel 2007, Il Dc9 Itavia, viene  ricomposto e conservato a Bologna, nel Museo per la Memoria di Ustica, l’installazione fu una creazione di Christian Boltanski.

Attorno al relitto scorre una passerella dalla quale è possibile osservare l’aereo da ogni angolazione, e mentre si cammina il visitatore può specchiarsi in 81 specchi neri e osservare le 81 lampadine che si accendono e si spengono (per ricordare ogni vittima). Durante il percorso voci sussurrate trasmettono pensieri della quotidianità, quelli che probabilmente avevano i passeggeri, ignari che sarebbero andati incontro alla morte.

L’invocazione della verità

Tutti invocano chiarezza sui fatti. Si uniscono all’appello anche il Sindaco di Bologna, Virginio Merola, che ha accolto a Palazzo d’Accursio i familiari delle vittime della strage di Ustica, nel XXXVII anniversario; la presidente dell’Associazione dei parenti delle vittime, Daria Bonfietti, che perse il fratello, si appella ad una verità completa: “Forte deve essere il grido per affermare che siamo davanti ad uno sfregio, un vulnus profondo della nostra dignità nazionale”,  parole, le sue, cariche di determinazione.

Il cordoglio delle Istituzioni

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è associato al dolore dei familiari e ha dichiarato:“Alla domanda di giustizia le Istituzioni hanno il dovere di dare risposta, percorrendo fino in fondo la strada della verità e facendo onore alla professionalità e alla dedizione di uomini dello Stato che sono riusciti ad aprire questo cammino superando ostacoli e difficoltà.

La data del 27 giugno resta impressa nella coscienza del Paese come un evento tragico e come una ferita sempre aperta, per le vite spezzate, per le indicibili sofferenze dei familiari, e per il vulnus alla sensibilità civile e democratica del nostro Popolo. In questa giornata esprimo la partecipazione della Repubblica al comune dolore e la vicinanza nel costante impegno affinché siano compiutamente accertate le responsabilità e vengano ricostruite in modo univoco le circostanze e il contesto che provocarono così tante morti innocenti.

Altri passi potranno essere compiuti nell‘auspicabile collaborazione con istituzioni di Paesi amici, affinché la memoria di quanto avvenuto nel cielo di Ustica rafforzi la solidarietà e la speranza di quanti operano per il trionfo dello Stato di diritto”.

La Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, si è espressa a sostegno delle famiglie delle vittime: “Più volte ho ribadito il dovere delle Istituzioni di impegnarsi in modo incondizionato per fare luce sulla strage di Ustica. Vi sono riconoscente per la straordinaria dimostrazione di tenacia che avete saputo dare per un tempo insopportabilmente lungo. E’ la tenacia che è stata richiesta, nella vita della nostra Repubblica, a tutti coloro che reclamavano verità sulle stragi. Intendo oggi ribadire con forza e convinzione questo impegno per una politica saldamente ancorata ai valori di libertà e giustizia della nostra Carta Costituzionale. Le vittime delle stragi vanno onorate soprattutto con atti concreti di verità e di trasparenza“.

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