welfare

Nelle aziende ha sempre più importanza il welfare, tra il benessere del lavoratore e un maggior rendimento a riguardo della produttività

Questo ha di conseguenza fatto sì che, sempre più imprese, si siano adeguate introducendo nel contratto di lavoro delle forme di welfare che hanno modificato la struttura tradizionale della retribuzione. Sono state infatti inserite nuove voci che indicano specifici Fondi contrattuali per l’erogazione di specifici benefici sia sociali che economici.

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Il termine di welfare aziendale definisce quindi l’insieme delle iniziative promosse dal datore di lavoro che hanno il fine di aumentare il benessere dei dipendenti e delle loro famiglie attraverso una diversa suddivisione della retribuzione che può essere fatta con la fornitura diretta di servizi, benefit rimborsuali o un mix di entrambe le soluzioni. I sistemi di welfare aziendali che vengono adottati solitamente nelle grandi imprese si stanno via via sempre più diffondendo anche nelle PMI sia per il loro successo ma anche grazie al potenziamento, a partire dal 2016, degli incentivi fiscali in favore di chi li utilizza.

I sistemi di welfare aziendali maggiormente diffusi

Il rapporto Welfare Index del 2019 ha evidenziato che le aziende che hanno scelto di utilizzarlo, ben il 73%, ha registrato un altro grado di soddisfazione da parte dei dipendenti con un conseguente e significativo aumento della produttività. I principali e più diffusi sistemi di welfare sono i seguenti:

  1. Previdenza complementare, la quale concorre alla formazione di un adeguato livello di tutela pensionistica che si va ad aggiungere a quella della previdenza obbligatoria;
  2. Migliore conciliazione tra lavoro e vita privata attraverso l’adozione di misure più flessibili per i dipendenti attraverso lo Smart Working, asili nido, scuole materne, voucher e buoni acquisto, vacanze premio e altre soluzioni che vanno ad incidere positivamente sulla produttività e sul benessere delle persone anche a riguardo dell’occupazione femminile;
  3. Assistenza sanitaria integrativa, che prevedere rimborsi delle spese sanitarie sostenute dai dipendenti e i loro nuclei familiari;
  4. Formazione, poiché l’aumento di competenze e lo sperimentare nuove modalità di lavoro sono una delle priorità per lo sviluppo del welfare aziendale.

I servizi offerti dalle aziende posso però cambiare in riferimento alle reali esigenze dei lavoratori dipendenti e, per far sì che questo sistema venga accolto positivamente, è necessario effettuare delle indagini interne che rilevino e analizzino gli effettivi bisogni. Attraverso una scala di priorità si potranno quindi ottenere valutazioni puntuali sul loro impatto sociale ed economico.

Vantaggi per aziende e lavoratori

In sostanza, quindi, creare un sistema di welfare vuol dire ottenere vantaggi sia per l’azienda, che gode di incentivi fiscali da parte dello Stato, un aumento della produttività e delle performance da parte del personale dipendente (con conseguente diminuzione di periodi di assenteismo), sia per i lavoratori che si vedono sostenuti dall’azienda con un conseguente aumento del rapporto di fiducia e della qualità del clima sul luogo di lavoro. Sarà però necessario che l’azienda, per sviluppare un piano welfare efficace, conosca le reali esigenze dei propri dipendenti, definisca i servizi e le modalità di fruizione, decida quale sia il budget da investire e scelga come comunicare l’iniziativa.

Il parere dell’esperto Marco Fattizzo

Marco Fattizzo, esperto HR e direttore del Master in Risorse Umane Bianco Lavoro Academy, parla così dell’importanza del sistema di welfare aziendale: “Questo strumento, anche nei momenti di crisi come quello che stiamo vivendo, dimostra tutto il suo valore nel supportare lavoratori e, di conseguenza, l’azienda. Le imprese che già avevano un piano di welfare sviluppato, hanno saputo reagire meglio all’emergenza, non facendole trovare impreparate. Sì perché tra le diverse iniziative di welfare aziendale, ritroviamo anche lo Smart Working, ovvero la possibilità data ai lavoratori di essere più flessibili con orari e spazi di lavoro. Chi si era già organizzato in questo modo, aveva già le basi per mettere in atto soluzioni di questo tipo ed estenderlo il più possibile, senza troppi “stravolgimenti” per aziende e lavoratori. Con questo non voglio dire che sia semplice ed immediato per tutti, al contrario, è sempre più necessario formare Manager HR in grado di predisporre un buon piano di welfare. Su questo argomento, all’interno del nostro Master, abbiamo dato ampio spazio a Consulenti del Lavoro e addetti ai lavori”.

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