Viaggio nei fasti di Palazzo Reale a Napoli



Il Palazzo Reale è una vera e propria reggia nel cuore di Napoli. Qui tutto richiama all’Europa e ai rapporti dinastici e culturali che i Borbone avevano con gli altri Stati

Quando si pensa all’epoca borbonica e alle residenze reali, si pensa inevitabilmente alla Reggia di Caserta, bene UNESCO imponente e di pregevole valore artistico.

Reggia di Caserta
I Borbone: Reggia di Caserta e Palazzo Reale

La Reggia di Caserta, legata in modo indissolubile al nome di Vanvitelli, è abbellita dal celebre parco, un parco che si estende per svariati chilometri e che culmina nella bellissima fontana di Diana e Atteone.

Scenografica e maestosa, la Reggia rappresenta agli occhi di molti l’emblema del fasto borbonico, la volontà di inseguire la magnificenza francese di Versailles e, forse, di superarla. Eppure, la Reggia è solo una delle tante residenze borboniche disseminate per la regione e da un punto di vista meramente istituzionale non è neppure la più importante.

Il vero fulcro del potere era, infatti, il Palazzo Reale, situato in Piazza Plebiscito, nel cuore di Napoli.

palazzo-reale-napoli-internoVisitare questo palazzo costa davvero poco (il biglietto intero costa 4 euro) rispetto a quanto spenderemmo per visitare il più blasonato bene UNESCO casertano, eppure, le bellezze che cela non sono affatto trascurabili.

Entrare nel Palazzo Reale per un campano è d’obbligo, ma anche per un non campano può essere interessante, se non altro per comprendere fino in fondo la ricchezza materiale e culturale della dinastia borbonica senza cadere nell’ingenuo cliché di un Regno delle due Sicilie arretrato e povero.

palazzo-reale-napoliLa facciata del Palazzo Reale, oggi purtroppo non visibile a causa dei restauri, simboleggia essa stessa la storia dinastica di Napoli. Nel 1888, infatti, in epoca sabauda, il Re d’Italia, Umberto I, fece inserire delle nicchie nella facciata ed in quelle nicchie furono poste statue dei re di Napoli, uno per ogni fase storica della città, da Ruggero il Normanno fino, ovviamente, a Vittorio Emanuele II.

Anche se vi era l’intento politico di legittimare a livello simbolico la casata sabauda, equiparandola alle altre che l’avevano preceduta, le statue hanno un qualcosa di suggestivo poiché ricordano quanto la storia partenopea sia molteplice, costituita, cioè, da vari influssi che includono un passato normanno, svevo, angioino, aragonese, asburgico, borbonico e francese napoleonico.

scalone-ingresso-palazzo-reale-napoliUn ennesimo modo per comprendere quanto l’anima di Napoli non sia solo mediterranea, come troppo spesso si crede, o, addirittura, per alcuni sciocchi ignoranti, africana, ma intensamente europea, un’anima che racchiude dentro di sé persino l’estremo nord dei vichinghi della Normandia.

L’interno del Palazzo Reale non è, tuttavia, meno interessante dell’esterno. Si accede all’appartamento storico percorrendo il luminoso scalone d’onore, intervallato da marmi policromi dai riflessi rosati e da una balaustra di marmo traforato.

sale-palazzo-reale-napoliIl colpo d’occhio appena entrati nel Palazzo Reale è notevole e si percepisce subito l’imponenza regale dell’edificio, un’impressione confermata dalla magnificenza della sala del trono, tutta dorata ed abbellita da figure femminili in peplo che rappresentano le province del Regno. Nell’appartamento vi sono poi tele del Guercino, di Mattia Preti, Tiziano, Stanzione, ecc.

Ciononostante quello che si nota di più è il gusto per le ceramiche, innumerevoli e dalle fogge più strane e ricche, e per gli onnipresenti orologi, spesso ancora funzionanti e che suonano allo scoccare delle ore.

In quasi ogni stanza del Palazzo Reale vi è un orologio, alcuni sono francesi e risalgono al periodo murattiano, altri sono inglesi e sono dotati anche di automi e carillon.

particolare-palazzo-reale-napoliInfatti, se i quadri evidenziano l’estro creativo napoletano o, in generale, italiano, gli oggetti sono riconducibili a quasi ogni angolo d’Europa, includendo perfino un’uccelliera russa in porcellana e bronzo dorato donata dallo zar Nicola I nel 1846.

Tutto richiama all’Europa e ai rapporti dinastici e culturali che i Borbone avevano con gli altri Stati. L’unica concessione all’esotico nel palazzo Reale sono i bellissimi vasi cinesi, dai colori sgargianti, un tocco d’Asia che, tuttavia, ben si armonizza alla lussuosa dimora.

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