Virus Zika, conseguenze dannose o esagerazione mediatica?

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Negli ultimi giorni, numerosi notiziari hanno annunciato l’arrivo del virus Zika, descrivendone in maniera enfatica i rischi e le conseguenze del contagio. Sembra, tuttavia, che si siano creati inutili allarmismi

[ads1]Il virus Zika non è certamente nuovo all’ambiente medico, che già in precedenza si è imbattuto nella malattia e nella relativa sintomatologia. Durante i primi due mesi del 2016 sono stati registrati tre casi nella regione Veneto, in particolare a Vicenza, Padova e Treviso. Il fattore che accomunava i tre pazienti è stata l’esperienza di viaggio in una delle zone a maggiore diffusione della Zika: Caraibi e Sud America. Tuttavia, l’assessore alla sanità Luca Coletto, ha voluto rassicurare i pazienti sulla pericolosità del virus: “Non vi sono ragioni per cui allarmarsi, dal momento che Zika è un virus tenuto sotto osservazione dal 2010, sia negli umani sia nelle zanzare che ne sono i vettori, anche perché siamo in grado di curarlo efficacemente”.

Virus Zika, conseguenze dannose o esagerazione mediatica?Fra le tre persone affette dal virus, i pazienti di Padova e Vicenza, turisti italiani, sono in via di guarigione, mentre una donna venezuelana, ricoverata a Treviso, è già stata curata e dismessa dall’ospedale. Dunque, secondo l’assessore, basterebbe una maggiore informazione e prevenzione sui rischi di contrazione del virus per evitare di ammalarsi. Tutte le indicazioni necessarie sono dettagliatamente indicate nel documento pubblicato nel 2015 dal Comitato Europeo per la Sicurezza Sanitaria, nel quale vengono messi in guardia i viaggiatori con disturbi del sistema immunitario, bambini e donne in gravidanza. Lo stesso ministro della Salute Beatrice Lorenzin afferma: “In Italia vi è la massima vigilanza, non vi è motivo di preoccupazione. E’ comunque in atto un sistema di sorveglianza dei virus molto forte.”

Risulta dunque ambiguo il fatto che, come avvenne per l’Ebola, vengano messi in atto meccanismi di risalto mediatico su fatti o evento che non richiedano un eccessivo allarmismo. Il suddetto morbo africano è stato individuato già nel 1976, quando scoppiò la prima epidemia in Zaire. Da allora, dunque, nessun focolaio è stato individuato nelle zone dell’europa mediterranea e continentale e i recenti casi di contagio, avvenuti nel 2015, sono stati prontamente isolati. L’enfasi maggiore alla questione Ebola è sorta durante la discussione parlamentare in merito all’abolizione dell’articolo 18, provvedimento attuato nell’indifferenza generale e nel clima di ignoranza psicosi collettiva suscitato dal famigerato virus.

Si tratta dell’ennesimo caso di estremismo mediatico messo in atto dai maggiori organi di stampa e comunicazione, i quali non sembrano curarsi della veridicità delle fonti e delle notizie, bensì dell’effetto shock e del successo informativo che queste ultime potrebbero riscuotere. [ads2]

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Updated on 23 July 2021 - 21:49 21:49