Neruda

Pablo Neruda e Pablo Larraín Matte. Due Pablo in una  impareggiabile Symphōnía. Da vedere, da leggere, da ascoltare. Dal 13 ottobre al cinema

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Visionario, ironico, debordante. Scherzoso, ma illuminante. Tratto dalla storia vera di una fuga che cambiò il destino di un Paese. E’ Neruda, il film drammatico di Pablo Larraín Matte, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico cileno. In Neruda, tutta la sua cinepoesia. Quello che sembra cinema ad un primo sguardo, è in realtà poesia. Pablo LarraNerudain racconta il suo Cile, servendosi della vita del poeta dei poeti. L’aggettivo giusto potrebbe essere disarmante. Disarmante è ogni volta Larraín, geniale. Un talento senza eguali il suo, immenso.

Siamo nel 1948. La Guerra Fredda è arrivata anche in quella parte del mondo chiamata Cile. Al congresso, il Senatore comunista Pablo Neruda, interpretato da Luis Gnecco, accusa il governo di tradire il Partito Comunista e rapidamente viene messo sotto accusa dal Presidente Gonzalez Videla. Il Prefetto della Polizia, Oscar Peluchonneau, interpretato da Gael Garcia Bernal,  deve arrestare Neruda, il poeta nazionale dal fascino incantatore, il gigante depravato. Pablo diventa così il prototipo dell’intellettuale internazionalista, invitato in tutti i salotti più alla moda di Europa negli anni successivi. Poi la fuga. Il poeta tenta di fuggire dal paese insieme alla moglie, la pittrice Delia del Carril.
I due saranno costretti a nascondersi. La sua drammatica fuga, la sua lacrimevole vita da esiliato, gli faranno scrivere  Canto General, un’epica raccolta di poesie. 

Due anime, un solo corpo. Bellezza e Inferno. Angelo e demone. E’ Neruda. E’ la storia del continuo rincorrersi di due uomini che in realtà sono l’uno dipendente dall’altro, sono complementari, due volti della stessa anima. Ti amo poeta, ti amo, si sente sussurrare nel trailer.  E’ la psiche del poeta, due anime che vivono la stessa realtà. La politica e l’arte con  la bellezza della poesia. Un bivio. Un film pieno di musica, continui cambi di genere. Un uomo eccessivo e al tempo stesso leggero. Pablo, il perfetto binomio tra artista sublime e simbolo, tra privato e pubblico. In un’atmosfera dove tutto è intimo,   tutto è la penombra della poesia. Neruda è la punta del diamante, è l’eccellente e criptico genio che si plasma con l’ingegno e la creatività che si nasconde dietro la cinepresa. Pablo Neruda e Pablo Larraín Matte. Due Pablo in una  impareggiabile Symphōnía. Da vedere, da leggere, da ascoltare. Accade che Pablo Neruda torna a vivere.

Ma perché chiedo silenzio  non crediate che io muoia:
mi accade tutto il contrario:  accade che sto per vivere.

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