X-Files 10×01 – Analisi e Curiosità

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La grande attesa è finita: David Duchovny e Gillian Anderson di nuovo nei panni degli investigatori del paranormale, nel ruolo che li rese famosi negli anni ’90 con i nomi di Fox Mulder e Dana Scully. Dal ritorno in campo negli X-Files ai complotti sull’undici settembre, tutto come se il tempo non si fosse mai fermato

[ads1]Ci sono voluti tredici anni per rivederli in campo, e finalmente l’attesa è conclusa. David Duchovny e Gillian Anderson hanno ripreso gli abiti degli agenti dell’FBI Fox Mulder e Dana Scully e sono di nuovo a caccia di misteri e complotti governativi. L’episodio 1 “La verità è ancora là fuori”, andato in onda questa sera su FOX alle 21, è una rassegna di tutto ciò che è noto agli spettatori dopo nove serie e tredici di “break pubblicitario”, ma è anche una introduzione agli eventi che saranno trattati in questa miniserie.

NARRAZIONE

[dropcap]E[/dropcap]mozionante. Una sola parola basta per definire quello che è il sentimento dello spettatore che si

ritrova calato nell’esperienza di quella che è stata la più grande serie TV sul paranormale di tutti i tempi. Lo stile è quello classico di X-Files, spasmodico, conciso e tremendamente deciso. Non sembra qualcosa di già visto, riproposto dal regista puramente per motivi commerciali e pubblicitari: è proprio X-Files, quello che attendevamo ogni volta tredici anni fa, la stessa fotografia, gli stessi personaggi. Solo con vent’anni di più.

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FOTOGRAFIA[dropcap]Q[/dropcap]uella di X-Files, la solita. Inquadrature secche, sul personaggio, su tutte quelle figure che sono state essenziali per la comprensione di una trama complessa durata nove serie e duecentocinquantuno episodi. Lo spettatore non si trova smarrito. Naturalmente, però, si tratta anche di una serie che è stata migliorata, e non solo negli effetti speciali, ove oggi si può contare su mezzi tecnici superiori, su computer, e su una tecnologia degli effetti all’avanguardia. La grande disponibilità di fondi si nota, e una serie che torna dopo un dimenticatoio di quasi tre lustri, riesce quindi a ricollegarsi al passato riprendendo le redini di una storia accantonata e guardare al futuro.

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Regia[dropcap]C[/dropcap]hris Carter era un genio e lo sapevamo già quando riuscì a convincere la FOX a mettere in onda la sua creazione. Nel primo episodio la sua mano si vede: è un appassionato del flashback e lo usa. Del resto la storia di X-Files non poteva non essere ripresa, dopo quindici anni, dal punto in cui tutto era iniziato. Solo che la bravura di Carter non sta nel mostrare come Mulder e Scully si sono incontrati nel lontano 1993, quanto piuttosto di andare indietro. A quel 1947, cioè, che è l’anno della nascita dell’ufologia moderna, l’anno di Roswell, l’anno in cui veramente X-Files può dirsi iniziato.

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Colonna-Sonora

[dropcap]R[/dropcap]ara, come sempre succedeva nelle puntate della serie originale. Carter preferisce il tema alla colonna sonora a sé stante. Meglio un audio che alimenti il senso di tensione nello spettatore piuttosto che una musica chiave, per quanto l’episodio iniziale di questa nuova miniserie lasci poco spazio all’inquietudine dello spettatore e preferisca riportarlo lentamente nella trama. E infatti, chi conosce X-Files, sa che una canzone può essere protagonista, come lo era Hokey Pokey in Chinga o Twilight Time in Kill Switch, due episodi importanti della serie originale, ma non è questo il caso.

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Curiosità

[dropcap]A[/dropcap]ttenti al simbolo della X cerchiata. Se compare accanto al titolo, significa che l’episodio della serie è da considerarsi parte della mitologia della serie.

Per il resto, la sigla iniziale è sempre quella della prima serie, con Mulder e Scully giovani agenti dell’FBI e con la breve clip che li vede entrare nell’abitazione di Eugene Tooms, il serial killer della prima stagione.

Mulder
X-Files 10×01, La verità è ancora là fuori?

In collaborazione con Serie Tv News

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Updated on 1 August 2021 - 10:06 10:06