Lo scrittore romano Alberto Moravia con l'attrice Gina Lollobrigida nel 1954.

Il 28 novembre 1907 nasceva a Roma Alberto Moravia, uno degli autori più importanti del XX secolo che ha raccontato con occhio critico la Storia d’Italia dal fascismo fino agli anni Ottanta

110 anni fa nasceva a Roma lo scrittore Alberto Moravia, un autore fondamentale del XX secolo che ha testimoniato attraverso i suoi scritti sobri ma austeri le trasformazioni storiche, politiche, sociali e culturali dell’Italia e degli italiani, a partire dalla dittatura fascista fino agli anni Ottanta.

Infatti, da osservatore acuto dell’esistenza umana qual era, si interrogò sulla precarietà dell’uomo nell’era della bomba atomica. A questo proposito scrisse il romanzo L’uomo che guarda del 1985.

Come corrispondente arrivò in Estremo Oriente per documentare la Rivoluzione culturale cinese. Poi giunse nella Mosca della glasnost’, la libertà di parola, con cui Gorbaciov tentò di salvare l’URSS.

In questo periodo iniziò a collaborare con L’Espresso.

L’esordio come scrittore

A partire dal suo esordio con Gli indifferenti, pubblicato nel 1929, anno in cui in Italia vennero stipulati i Patti Lateranensi, Moravia descriveva con chiarezza e senza giri di parole il mondo piatto, ipocrita e conformista di una borghesia spenta e annoiata che aveva assunto un atteggiamento indifferente e apatico nei confronti della società e della sua stessa condizione economica e sociale ormai in declino. Infatti i protagonisti del romanzo vennero considerati inetti, per citare Svevo e Pirandello. E dopotutto furono costruiti seguendo come modello Dostoevskij. Non a caso, la formazione culturale dello scrittore è imbevuta del romanzo novecentesco russo, il cui elemento per eccellenza è il realismo psicologico.

“Facendo parte di una società borghese ed essendo allora borghese io stesso, gli indifferenti furono tutt’al più un modo per farmi rendere conto di questa mia condizione. Che poi sia risultato un libro anti-borghese è tutta un’altra faccenda. La colpa o il merito è soprattutto della borghesia.”

Contro il conformismo fascista e l’alienazione neocapitalista

La Storia d’Italia narrata da Moravia con obiettività, semplicità ed eleganza, ma soprattutto con criticità, fece luce sui mutamenti della società italiana a partire dal conformismo tipico del ventennio fascista fino ad una nuova alienazione dovuta al capitalismo dei tempi più recenti. Veri e propri pezzi di vita quotidiana sono stati elaborati e tradotti in arte con distacco ed eleganza nei libri Il conformista del 1951 e La noia del 1960.

“La ciociara” e il cinema neorealista italiano

Famosissimo è il romanzo La ciociara, ambientato durante la Seconda guerra mondiale e pubblicato nel 1957. Tre anni dopo, divenne uno dei capolavori del cinema neorealista italiano. Nel 1960 Vittorio De Sica trasportò nelle sale cinematografiche la drammatica storia di Cesira (interpretata da una struggente Sophia Loren) e sua figlia Rosetta.

La morte

Alberto Moravia morì a Roma nel settembre del 1990, all’età di 83 anni, lasciandosi alle spalle più di trenta romanzi scritti nel corso della sua lunghissima carriera fatta di una prolifica produzione letteraria durata circa sessant’anni.

Il riconoscimento

Vinse il premio Strega nel 1952 con I racconti, escludendo dalla vittoria Il visconte dimezzato di Italo Calvino edito da Mondadori.