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Nasceva il 29 giugno 1929 Oriana Fallaci, giornalista, scrittrice e attivista italiana. Ripercorriamo insieme i momenti della sua vita

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Nel lontano 1929, il 29 giugno con esattezza, nasceva a Firenze una delle donne più amate ma anche criticate del nostro Paese, nonché Oriana Fallaci.

Una donna con un carattere forte, aggressivo, che difficilmente si faceva sottomettere da qualcuno. Non teneva nulla per se, esprimeva sempre e comunque le proprie opinioni, anche quando era consapevole che queste sarebbero state fortemente criticate.

Partecipò giovanissima alla Resistenza italiana e fu la prima donna in Italia ad andare al fronte in qualità di inviata speciale. Durante gli ultimi anni di vita fecero discutere le sue dure prese di posizione contro l’Islam, in seguito agli attentati dell’11 settembre 2001 a New York, città dove viveva. Come scrittrice, con i suoi dodici libri ha venduto venti milioni di copie in tutto il mondo.

Esordì al Mattino dell’Italia centrale, quotidiano di ispirazione cristiana, dove si occupò di vari argomenti: dalla cronaca nera, alla cronaca giudiziaria al costume. Fu però licenziata dal quotidiano perché si rifiutò di scrivere un articolo contro Palmiro Togliatti, come le aveva ingiunto il direttore. Successivamente si trasferì a Milano per lavorare al settimanale Epoca di Mondadori allora diretto da suo zio Bruno Fallaci che, per non favorirla, le affidava degli incarichi alquanto difficili.

Nel 1961 realizzò un reportage sulla condizione della donna in Oriente che poi diventa il primo vero successo editoriale della Fallaci scrittrice, Il sesso inutile. Nel 1962 esce Penelope alla guerra, la prima opera narrativa in cui racconta la storia di Giò, una ragazza italiana che si reca a New York per il suo lavoro di soggettista, dove incontrerà persone del suo passato.

Di esperienze la Fallaci ne ha avute molte, ma forse quella che maggiormente ha colpito la sua vita è stato l’incontro con Alexandros Panagulis, politico greco, leader dell’opposizione greca al regime dei Colonnelli. Panagulis era stato perseguitato, torturato e incarcerato a lungo in un cella definita dallo stesso “una tomba per i vivi“, dopo aver tentato di uccidere il dittatore Georgios Papadopoulos. I due si conobbero in seguito ad un incontro tenutosi nella casa di Panagulis, dove la Fallaci aveva avuto il compito di intervistarlo. Come spesso la Fallaci ha sottolineato, il loro non è stato un conoscersi, bensì un riconoscersi, condividevano lo stesso modo di pensare, volevano le stesse cose.

Chi l’avrebbe detto che quell’incontro avrebbe segnato le vite di entrambi. Panagulis era un uomo, voleva la democrazia nel suo Paese, voleva la libertà dei cittadini, al punto che venne definito “Socrate“. Oriana fallaci lo amava ma allo stesso tempo l’odiava tanto che lo amava.La stessa, aveva definito il suo amore come un cancro, e qualche anno più avanti sarebbe morta proprio di cancro. Insieme a lui ha vissuto una vita difficile, sacrifica, tutto ruotava intorno alla missione di Panagulis, e lei da grande donna le è stata sempre accanto, fino al giorno della morte del leader greco dovuta ad un incidente d’auto, ma molto probabilmente è stato ucciso in quanto pericoloso per il sistema.

L’amore per Panagulis è stato talmente forte e malato che ha indotto la Fallaci a scrivere anni dopo un libro intitolato: “Un Uomo“. Infine, la Fallaci è deceduta a Firenze il 15 settembre 2006 a 77 anni, dopo un peggioramento delle sue condizioni di salute dovuto al cancro ai polmoni che da anni l’aveva colpita.

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