guardiola
foto da mancity.com

Oggi Josep Guardiola compie 50 anni e per gli amanti del calcio non può non essere un giorno speciale. Queste le sue idee di calcio più geniali

Guardiola è una leggenda, probabilmente il miglior allenatore di tutti i tempi. Le sue idee di gioco hanno in parte rivoluzionato il calcio e il suo palmares parla per lui.

Pep Nasce a Santpedor il 18 gennaio 1971 e diviene una leggenda del calcio giocato nel decennio a cavallo tra gli anni ’90 e il 2000 in blaugrana. Allena in futuro proprio il Barça tra il 2008 e il 2012, consegnando alla storia del calcio il ricordo di una squadra di autentici marziani.

Le sue idee rivoluzionarie riecheggiano ancora oggi in ogni filo d’erba di un campo da calcio. Noi di Zon.it abbiamo provato a stilare una top 5 di quelle più innovative.

5. Costruzione dal basso

Una delle principali innovazioni del tecnico spagnolo è la costruzione del gioco che parte dai piedi del portiere. Prima con Valdes, poi Neuer, oggi con Ederson, la costruzione dal basso rappresenta per Guardiola un autentico dogma da incidere a fuoco nella mente e nel cuore dei suoi uomini. Il portiere deve essere quasi un “centrocampista bravo in porta”. Deve essere in grado di gestire il pallone sotto pressione e di smistare la sfera verso i difensori o di alzare la testa e sventagliare con calma olimpionica dall’altra parte del campo. Oggi tantissimi sono gli allenatori che si ispirano a lui nelle idee di gioco e sono sempre di più i portieri con queste caratteristiche.

4. Contro pressing

Altra idea geniale i Guardiola è il pressing sul primo controllo (o contro pressing). Questa soluzione tattica nasce da un concetto molto semplice: “la palla dobbiamo averla noi”.
Gli uomini di guardiola amano giocare palla tenendola il più a lungo possibile ma, quando ciò non è possibile, l’imperativo è recuperarla al più presto. Da ciò nasce l’idea di un pressing aggressivo e asfissiante sul portatore di palla che controlla il pallone per primo. È lui ad essere bersagliato dagli avversari che lo accerchiano come lupi famelici pronti a banchettare delle sue carni. Il primo tocco in genere è sempre il più impreciso o difficoltoso, proprio per questo Guardiola preme molto affinché venga sfruttata l’opportunità appena se ne ha l’occasione.

3. Esplosione di De Bruyne

Il talento belga oggi è una stella e il suo talento è indiscusso, è vero, ma gran parte del merito di questa fenomenale esplosione la si deve riconoscere proprio a Pep Guardiola che ne ha intravisto le potenzialità.
De Bruyne approda al Manchester City nel 2015 come scarto del Chelsea, alla corte di Manuel Pellegrini. Nel sul primo anno a Manchester il talento belga stupisce e lascia già intravedere sprazzi di grande calcio mettendo a segno 16 gol e 13 assist in 41 presente. La vera consacrazione, però, De Bruyne la raggiunge con Guardiola che lo arretra in una posizione da regista limitandone il potenziale offensivo ma incrementando esponenzialmente il suo apporto alla squadra grazie alla sua strabiliante tecnica e visione di gioco.

2. Il Tiki Taka di Guardiola

Il marchio di fabbrica del ‘Guardiolismo’ è senza ombra di dubbio il Tiki Taka. Il possesso palla sfrenato dei suoi uomini fa impazzire gli avversari. Xavi, uno dei massimi interpreti del Tiki Taka lo ha descritto in un modo semplice ma a dir poco geniale: “Ricevo palla, passo, ho la palla, passo, ho la palla, passo”. Il Tiki Taka è tutti qui.
Le squadre di Guardiola tendenzialmente terminano le partite con i dati sul possesso palla semplicemente assurdi, non è una novità vedere una delle sue squadre con il possesso palla superiore al 70 o addirittura 80%.
Il possesso palla così ipnotico e compassato può apparire inutile ai meno attenti ma, così facendo, le squadre di Guardiola costringono gli avversari a stancarsi e rincorrere per ore il pallone senza quasi mai riuscire a toccarlo.

1. Messi falso 9

La scelta tattica più dirompente e geniale di Pep Guardiola è sicuramente il cambio di posizione di Leo Messi.
“Ricordo che fu una sorpresa per me, perché mi chiamò il giorno prima della partita, mi fece venire al centro d’allenamento, nel suo ufficio. Mi disse che aveva guardato molto le partite del Real Madrid, come faceva sempre con tutti gli avversari, che aveva parlato con Tito e che avevano pensato di farmi giocare come falso nueve. Che avrebbero messo Eto’o ed Henry larghi e che io sarei stato il falso nueve: per abbassarmi con i centrocampisti.”
Le parole di Messi rappresentano l’esempio perfetto per descrivere e comprendere il talento di Guardiola. In questa posizione Messi si abbassa sulla trequarti di campo ricevendo il pallone sui piedi e creando lo spazio alle ali per tagliare all’interno.
Con la Pulce come regista offensivo, e senza un centravanti di ruolo, il Barcellona vinse il Superclasico contro il Real Madrid per 2-6, un risultato semplicemente incredibile.