7°Arte #55 Mamma, ho perso l’aereo: quando l’Arte diventa Tradizione



Home Alone (meglio noto come Mamma, ho perso l’aereo) è un film comico natalizio del 1990. Scritto da John Hughes e diretto da Chris Columbus, la pellicola è un classico natalizio, dai toni leggeri e scherzosi, divenuto un’icona cinematografica mondiale

Molte volte un film ha bisogno di confrontarsi col proprio contesto storico. Il periodo che stiamo attraversando, dal punto di vista culturale, economico, politico (o anche salutare) ha sempre una forte incidenza con il cinema. I film sono spesso uno specchio della società, per questo, il nesso tra realtà e finzione è una forbice indistruttibile. Se alcune pellicole hanno segnato la storia del cinema grazie al loro contesto storico, altri hanno ottenuto il successo grazie all’ambientazione.

Home Alone, noto in Italia come “Mamma, ho perso l’aereo”

Home Alone, tradotto e famoso in Italia come Mamma, ho perso l’aereo, è un film comico natalizio dell’anno 1990. Il film fu scritto da John Hughes – sceneggiatore con esperienze da regista dal taglio comico – e diretto da Chris Columbus (che in seguito dirigerà pellicole quali Mrs. Doubtfire e L’uomo bicentenario con Robin Williams).

È regista inoltre dei primi due capitoli della saga cinematografica di Harry Potter, dirigendo La Pietra Filosofale e La Camera dei Segreti, i migliori capitoli del maghetto su schermo che mantennero fedeltà nei riguardi del romanzo originale. John Hughes invece non ebbe ulteriore fortuna dopo il successo stratosferico di Mamma, ho perso l’aereo e all’età di 59 anni, nel 2009, morì per un attacco cardiaco.

Per la Rubrica Settima Arte non solo film autoriali, ma anche commedie

Il film Mamma, ho perso l’aereo è probabilmente il primo film della Rubrica Settima Arte a stravolgere le “leggi” della rubrica stessa. Se abbiamo analizzato in passato film che hanno segnato un’influenza, un determinato modo di fare cinema, o marchiato un genere, con Mamma, ho perso l’aereo ci troviamo dinanzi a un’esperienza (che a oggi sfocia nella tradizione) che supera di gran lunga i pregi del film.

La storia della numerosa famiglia McCallister e del loro viaggio da Chicago e Parigi è tra le più note del pubblico cinematografico degli anni Novanta e inizio duemila. Il più piccolo della larga famiglia, Kevin (Macaulay Culkin) resta nell’enorme casa da solo, durante le vacanze natalizie, ma dovrà fare i conti con due ladruncoli di quartiere, uno dei quali interpretato dal grande Joe Pesci, già noto al pubblico per la performance nello stesso anno in Quei bravi ragazzi.

QUEI BRAVI RAGAZZI: IL SODALIZIO SCORSESE-DE NIRO – LEGGI LA RECENSIONE

La commedia di maggior incasso della storia (fino a “Una Notte da Leoni”)

A discapito di un bagdet pressappoco minimale, la pellicola raccolse un enorme consenso popolare e di critica tale da divenire la commedia live action americana più redditizia per oltre 20 anni. A un certo punto della travagliata produzione lo studios che inizialmente aveva accettato la realizzazione del film, la Warner Bros., cancellò il progetto visti l’innalzamento dei costi (inizialmente previsti intorno ai 10 milioni di dollari, ma gonfiati fino a 14-15 in seguito). Fu la 20th Century Fox a prendersi in carico la realizzazione della pellicola, che poi diverrà un classico natalizio e cinematografico. Il piccolo Macaulay Culkin non riuscirà più a trovare fortuna in altre pellicole, tanto il successo iconico e commerciale nel personaggio di Kevin da Mamma, ho perso l’aereo.

Fu realizzato anche un sequel, intitolato Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York che però non ebbe lo stesso successo del capitolo principale.  Questo perché film come Mamma, ho perso l’aereo rappresentano una peculiarità artistica sociale. L’impatto che ebbe questa commedia, brillante e senza sbavature nella regia e nella trama, è dilagante grazie all’accostamento con le vacanze di Natale. Film ambientati nelle vacanze natalizie diventano godibili da vedere nelle vacanze natalizie. Ne susseguirà un vero e proprio business che in alcuni casi riuscirà mentre in altri un po’ meno. Basti dare un’occhiata anche al cinema nostrano che nei primi anni duemila sfornava ogni anno Cinepanettoni cercando di attirare il pubblico nelle sale durante l’inverno natalizio con storie con il Natale da contorno.

Mamma, ho perso l’aereo: una tradizione per tutta la famiglia

Ma film come Mamma, ho perso l’aereo resistono negli anni e nelle tradizioni grazie a genuinità e originalità. Nonostante si tratti di una semplice commedia natalizia, la storia è ben scritta, ben diretta e ben interpretata dal piccolo Kevin. Molteplici le scene divenute iconiche grazie al suo protagonista che aveva solo 10 anni durante le riprese, il tutto arricchito da una colonna sonora incisiva che solo un grande compositore come John Williams poteva adattare al film.

Mamma, ho perso l’aereo è divenuto un film classico da vedere durante il Natale o il periodo circostante, una tradizione rafforzata anche dalle continue ritrasmissioni televisive che hanno contribuito ad accrescere la fama del film. Dimostrazione di come, a partire dagli anni Novanta in poi, i media digitali iniziano a intersecarsi rivoluzionando il marketing e l’industria cinematografica. Mamma, ho perso l’aereo è un capo espiatorio di enorme fascino, impossibile da escludere da qualsiasi rubrica che voglia ripercorrere la storia del cinema.

3/5

Leggi anche