7 Gennaio 2026 - 18:09

Settore calzaturiero italiano: Campania ancora in affanno sull’export

Settore calzaturiero italiano: Campania ancora in affanno sull’export

Il settore calzaturiero italiano inizia a mostrare segnali di progressiva stabilizzazione, pur all’interno di uno scenario macroeconomico globale ancora caratterizzato da forti incertezze. A delineare il quadro è l’indagine congiunturale condotta dal Centro Studi  di Confindustria Accessori Moda, che fotografa l’andamento del comparto nei primi nove mesi del 2025.

Nel periodo gennaio-settembre, i ricavi delle imprese associate registrano ancora una variazione negativa (-4,1% rispetto allo stesso periodo del 2024), ma il dato evidenzia un deciso rallentamento della flessione. In particolare, il terzo trimestre segna un calo tendenziale del fatturato contenuto nel -0,9%, un miglioramento significativo rispetto alle contrazioni più marcate della prima parte dell’anno.

Campania: export in calo e occupazione sotto pressione

Più articolato il quadro a livello regionale. Nei primi nove mesi del 2025, in Campania l’export in valore di calzature e componentistica registra una contrazione del -11,9% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Le prime cinque destinazioni dell’export campano – che rappresentano complessivamente il 60% del totale – risultano essere: Francia (-14,7%), Stati Uniti (-6,3%), Germania (+3,1%), Svizzera (-11,7%) e Slovacchia (-38,3%). La Russia, posizionata al decimo posto, evidenzia una flessione del -26,4%.

Sul fronte produttivo, il numero complessivo delle imprese attive (calzaturifici e produttori di componenti), tra industria e artigianato, registra a fine settembre una riduzione di cinque unità rispetto al consuntivo 2024, con un saldo occupazionale negativo pari a -86 addetti.

Cassa integrazione in calo, ma livelli ancora elevati

Un segnale moderatamente positivo arriva dal ricorso alla cassa integrazione. Nei primi nove mesi del 2025, le ore di CIG autorizzate dall’INPS per la filiera pelle in Campania diminuiscono del -14,2% rispetto al 2024, attestandosi a circa 4,7 milioni di ore. Un volume che resta tuttavia nettamente superiore ai livelli pre-pandemia del 2019.

“Prima luce in fondo al tunnel”

A commentare il quadro nazionale è il presidente di un’azienda del settore

«Il contesto resta complesso e non risparmia neppure le fasce più alte dell’offerta, ma i dati del terzo trimestre indicano una riduzione della caduta e una prima luce in fondo al tunnel recessivo. La capacità delle imprese di presidiare i mercati europei e intercettare la domanda nelle aree più dinamiche, come il Medio Oriente, sarà decisiva per affrontare il 2026».

Nonostante performance aziendali ancora disomogenee e diverse realtà in sofferenza, la stima di chiusura d’anno del fatturato nazionale – pari a circa 12,8 miliardi di euro, con una flessione del -3,1% sul 2024 – conferma, secondo l’associazione, la resilienza strutturale del Made in Italy calzaturiero.