Andrea Fortunato, 21 anni dopo il suo ricordo



Andrea Fortunato

Il 25 aprile 1995 ci lasciava il salernitano Andrea Fortunato, ex terzino della Juventus e della nazionale, stroncato a soli 23 anni da una forma di leucemia linfoide acuta

Sono passati 21 anni dalla sua scomparsa ma il ricordo di Andrea Fortunato è ancora vivo nel cuore di tutti i salernitani e in quello di tutti gli sportivi.

Nato il 26 luglio 1971 a Salerno, città dove ha mosso anche i primi passi calcistici, nel 1993 il giovane terzino salernitano era già all’apice della sua carriera: dopo le esperienze con Como, Pisa e Genoa fu  infatti acquistato dalla Juventus di Trapattoni e convocato in nazionale da Arrigo Sacchi.

Quella che sembrava un favola si interruppe però bruscamente il 20 maggio 1994 durante l’intervallo di un’amichevole che vide Fortunato uscire dal campo particolarmente stanco e affaticato. In molti pensavano ad un semplice calo fisico ed invece le analisi a cui si sottopose il giocatore portarono a diagnosticare una forma di leucemia linfoide acuta.

Andrea FortunatoSeguirono le cure e il ricovero presso l’ospedale di Perugia dove il ragazzo si allenava pure nei momenti di maggior speranza e in cui sembrava intravedere la fine del tunnel. Poi il 25 aprile 1995, dopo quasi un anno di lotta contro la malattia, arrivò la triste notizie della morte di Andrea in seguito ad un’attacco di polmonite che provocò l’ulteriore abbassamento delle difese immunitarie.

Tanti nel corso degli anni i riconoscimenti istituiti in memoria di Andrea: istituito un premio che porta il suo stesso nome, “Premio Andrea Fortunato”, dedicata al calciatore la biblioteca e museo sul gioco del calcio nel Comune di Castellabate e uno speciale annullo filatelico con bollo unico delle Poste Italiane.

Nella giornata in cui potrebbe laurearsi per la quinta volta consecutiva Campione d’Italia la Juventus pubblica sul suo sito web un comunicato nel quale ricordala serenità con cui, nonostante il destino con lui fosse stato tremendo,affrontò ogni momento della sua vita. Anche i più difficili. Anche gli ultimi.

Ed è proprio con quella serenità e con quel sorriso gentile che vogliamo pensare  a lui: è passato un altro anno, Andrea, ma il tuo ricordo è ancora vivo dentro di noi, più vivo che mai”.

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