apnea notturna

Apnea notturna, l’importanza della terapia con la mascherina che evita il collasso delle vie aeree e migliora i parametri di rischio cardiovascolare. La parola allo specialista

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Quello del sonno è uno dei momenti più importanti del ciclo vitale dell’essere umano, quello in cui il corpo si riposa e si rigenera per affrontare una nuova giornata. Ma questo momento può venire disturbato da alcune fastidiose manifestazioni fisiche, che possono portare anche ad un aggravamento della propria condizione e dare seri problemi a chi ne è affetto. Uno dei disturbi del sonno tra i più diffusi è l’apnea notturna, una patologia che, se trascurata, può portare anche al’interruzione totale del respiro e dare conseguenze nefaste.

Le cause dell’apnea notturna sono molteplici, e sono spesso legate al peso eccessivo dell’individuo che ne è affetto. La condizione di obesità del paziente, infatti, contribuirebbe in maniera significativa all’insorgere di questa patologia, a causa del grasso localizzato nella zona del collo, che premerebbe sulle vie aeree, causandone il collasso e impedendo il corretto passaggio dell’aria. Parimenti, la conformazione scorretta di mandibola e mascella, unita ad un eccesso di tessuti molli nel cavo orale, potrebbe facilitare l’insorgere dell’apnea notturna anche in pazienti normopeso.

La terapia con la mascherina

Una delle cure più efficaci per l’apnea notturna è costituita dalla Cpap (Continuous Positive Airway Pressure), la cosiddetta “mascherina”, che fornisce supporto per la corretta ventilazione, grazie all’erogazione di aria a pressione continua che evita il collasso delle vie aeree. Secondo gli specialisti del Centro per i Disturbi del Sonno della Fondazione Maugeri Irccs di Veruno, la terapia con la mascherina non sempre viene seguita correttamente e costantemente, e sovente viene interrotta prima che abbia dato dei risultati concreti. In alcuni pazienti, infatti, la terapia andrebbe seguita per l’intero corso della vita, ma il fatto di dover indossare uno strumento così ingombrante, specialmente nell’intimità del proprio letto, scoraggia molti, che smettono di usarla solo dopo pochissimi mesi, credendo di aver risolto il problema.

Per incentivare la terapia i medici hanno pensato di sostituire la Cpap con una mascherina meno ingombrante e più tollerabile, anche dagli scettici che erano stati scoraggiati dalle dimensioni della macchina. La mascherina più piccola, la BiPap, eroga una pressione intermittente, anziché continua, e contribuisce alla cura dell’apnea notturna in egual misura rispetto alla sua omologa più ingombrante.

Gli specialisti consigliano, quindi, di seguire sempre la terapia con la mascherina, che si è dimostrata l’unica efficace fin ora contro l’apnea notturna. E’ necessario non lasciarsi scoraggiare al primo impatto con la macchina, perchè l’utilizzo limitato nel tempo potrebbe portare, si, ad ottenere giovamento rispetto ad una situazione di disturbo legato strettamente al sonno, ma non a giovamenti a livello cardiovascolare. Punto fermo nella prevenzione dell’apnea notturna è la perdita di peso, necessaria per iniziare a ridurre sensibilmente i rischi di questa patologia.

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