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Nel dopogara di Avellino-Catania parla il selezionatore delle nazionali giovanili, Vincenzo Leccese

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In riferimento alla gara della categoria primavera Avellino-Catania (0 a 5), con il selezionatore Vincenzo Leccese sono state fatte alcune considerazioni.

P.D.: Lei che è sempre attento anche ai più minimi dettagli di un incontro di calcio, può darci una chiave di lettura per questa gara della categoria primavera?(Avellino 0 – Catania 5).

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Il selezionatore Vincenzo Leccese

Sig. Leccese: “Sicuramente, da quanto visto nei primi venti minuti, l’Avellino ha dimostrato di riuscire a tener testa a un buon Catania. In questo intervallo ha sfiorato più volte il pareggio, premesso che l’immediato vantaggio dei siciliani non è stato molto limpido. In quella circostanza, purtroppo, c’è stata una certa compartecipazione anche dell’Avellino. Sulla scorta di quanto detto, la gara si è messa in un certo modo. Da sottolineare: anche la differenza di età ha inciso sull’esito del risultato finale. Di contro, quello che sicuramente va apprezzato, a mio modesto avviso, è che l’Avellino ha iniziato con innesti ’97 e ’98. Quindi già da adesso ha cominciato a preparare il futuro, e questo è sicuramente cosa apprezzabile e positiva!”

P.D.: “Dall’alto della sua lunghissima esperienza nei settori giovanili, nazionali ed internazionali, quali indicazioni possono essere suggerite ad una piazza come Avellino per portarla ai livelli delle prime fasce nazionali?”

Sig. Leccese: “Nei settori giovanili, c’è bisogno di “Storia”… di “Continuità”! Pertanto, solo continuando a credere,  a investire e migliorare i settori giovanili, ovviamente con maggior qualità, si riuscirà ad avere nel tempo anche una primavera molto più competitiva.”

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Pasquale D’Aniello, giornalista, nato a Sant’Antonio Abate in provincia di Napoli. Da sempre appassionato di calcio con alcune esperienze dilettantistiche sul campo e sulla panchina. Autore nel 2012 del Libro: "Scugnizzeria agli Albori di un Successo"​ e premiato a Gallipoli nel 2015 (Torneo Internazionale che assegna il Trofeo Caroli Hotels), quale miglior giornalista del calcio giovanile. L'approccio con il calcio giovanile dilettantistico e professionistico da qualche decennio, ha fatto maturare in me nuove convinzioni ed intravedere nuovi orizzonti. "​ Il calcio è educazione, è economia, è uno dei modi di essere società"​. Tutto questo mi ha portato ad essere un "Cronista del calcio giovanile Campano"​, con il fine ultimo di far comprendere che questo Sport deve essere una sana sfida per misurare l'estro calcistico e nulla ha, che possa riguardare il fanatismo e qualsiasi altra devianza che provoca rancore anche a pochi metri di distanza tra i vari campi di calcio. La fortuna poi, di incontrare tantissimi professionisti legati a questo mondo, ha fatto il resto...