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Questo pomeriggio la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina sarà a Vò Euganeo per l’inaugurazione del nuovo anno scolastico

Dopo sei mesi, oggi per cinque milioni e mezzo di studenti la campanella suona nuovamente: la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina sarà questo pomeriggio, assieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a Vò Euganeo (uno dei paesi più colpiti dalla pandemia in Italia) e lì, presumibilmente, porterà il suo messaggio di ottimismo per l’inaugurazione di un anno scolastico che sarà “sicuramente difficile”, ma che ognuno facendo la sua parte nel rispetto delle regole (come ha auspicato ieri il Presidente del Consiglio Conte in un videomessaggio per gli studenti) può contribuire a portare giustamente in porto.

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La scuola, pur avendo carenze strutturali che la pandemia ha solo contribuito a porre sotto un’impietosa lente di ingrandimento, appare sulla carta pronta ad affrontare la sua sfida più importante, che passa anche per le risorse poste in campo in materia di sicurezza, e snocciolate con orgoglio ieri sera al Tg1 dal commissario straordinario per l’emergenza Arcuri: “Abbiamo già distribuito 94 milioni di mascherine, ai 19mila istituti italiani e la distribuzione sarà capillare per tutto l’anno”, afferma, “A questo si aggiungono i 400mila litri di gel igienizzante già resi disponibili. Abbiamo fatto uno sforzo ciclopico, nessuno c’è riuscito in così poco tempo”.

Nuove regole ma anche nuovi gesti che gli studenti dovranno assumere nella loro quotidianità: il più importante, la misurazione della febbre prima di arrivare a scuola. Una scelta, nonostante le polemiche che hanno visto molti sulle barricate (incluso il presidente della Regione Piemonte Cirio) che la Azzolina rivendica: “Quella di misurare la febbre a casa è stata una scelta molto ponderata con il Cts. Sarebbe pericoloso far salire uno studente ammalato sull’autobus e farlo arrivare a scuola o in altri luoghi dove potrebbe contagiare altre persone“. La stessa ha infine spiegato, ieri sera a Live-Non è la d’Urso, cosa succede nel caso in cui uno studente venga trovato positivo al Covid: la Asl sarà chiamata a fare i tamponi a tutta la classe e in un secondo momento si deciderà quali misure di quarantena adottare e per chi farlo; se per l’intera classe, i contatti stretti dell’alunno positivo o l’intero istituto.

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