Le bambine si sentono meno intelligenti dei bambini: lo studio

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Secondo lo studio di alcuni ricercatori statunitensi, le bambine tendono a sentirsi meno intelligenti dei bambini dall’età di sei anni. Quali sono gli effetti degli stereotipi di genere su entrambi i sessi?

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Il pensiero comune vuole che i bambini, nei rapporti con gli altri e fra loro, non operino distinzioni di genere e in parte è vero. Tuttavia, questa “legge” sembra valere fino al cinque/sei anni di età. Secondo gli studi di tre ricercatori statunitensi, Lin Bian, Sarah-Jane Leslie e Andrei Cimpian, intorno ai sei anni di età le bambine iniziano a sentirsi meno intelligenti dei bambini. In una prima fase dello studio, i bambini dovevano indicare un personaggio molto intelligente come protagonista di una storia. Era possibile scegliere tra due uomini e due donne. Le bambine più piccole tendevano a riconoscere come protagonista una donna seguendo la tendenza che porta i più piccoli a valutare di più il proprio genere. Dopo qualche anno però le stesse bambine indicano come protagonista un uomo, mentre nei bambini non si verifica alcun cambiamento di pensiero. In una seconda fase delle ricerche si chiedeva ad entrambi i generi se fossero più interessati a un gioco per persone molto intelligenti oppure ad uno per persone che si impegnano davvero. Intorno ai cinque anni di età i ricercatori non riscontrano differenze fra bambini e bambine, ma già verso i sei anni le seconde cominciano a rifiutare il primo gioco. I bambini coinvolti in questo studio appartenevano alla classe media, bianca, degli Stati Uniti. Lo studio, pubblicato su Science, porta a chiederci se in altri contesti culturali dominano gli stessi stereotipi.

I bambini quindi si abituano subito all’idea che le persone più dotate di talento siano di sesso maschile. Questo è chiaramente dovuto alla massiccia esposizione delle giovani menti alle norme imposte dagli stereotipi di genere. Sui social ha fatto infatti scalpore la campagna lanciata dai proprietari di una libreria che si dichiaravano disponibili ad offrire il caffè a chiunque comprasse un libro di scienze per una bambina, senza cedere al pregiudizio per cui sono solo i maschietti ad essere inclini a certe letture. Inutile sottolineare che non è stato offerto neppure un caffè . L’esposizione a queste comuni convinzioni influenza anche in maniera inconscia le scelte dei futuri uomini e delle future donne. Appurato che prende forma già in tenera età l’idea che esistano attività “da maschio” e “da femmina” e che le insicurezze avvelenano i pensieri delle bambine già dai sei anni, è interessante chiedersi cosa succede nei maschietti. Cosa succede nella mente di un bambino che non ama il calcio e che sente che dovrebbe? In un bambino che non ama i libri di scienze ma adora la letteratura o la poesia? Cosa succede nei bambini che scelgono di fare danza e si trovano circondati da bambine che un po’ li guardano come un estraneo? Viene dunque da dire che un senso di inadeguatezza nasce, com’è naturale, anche negli uomini e che gli effetti di un’esposizione massiccia ai pregiudizi della società sono devastanti nel sesso maschile quanto in quello femminile. Queste dinamiche influenzano in maniera abbastanza massiccia il rapporto fra uomo e donna e il rapporto che questi ultimi hanno con il proprio sesso. L’educazione a una parità di genere fin dalla tenera età è nell’interesse di tutti, poiché pone le basi per la piena libertà personale. Non esistono dunque questioni solo femminili o questioni solo maschili. La libertà è affare di tutti. L’errore in cui solitamente si incorre è quello di credere che gli uomini ne godano già pienamente mentre le donne debbano occuparsi di ottenerla. Falso. Nessuno è libero se esiste anche un solo oppresso. La parità di genere non è una questione solo femminile ma un bene comune. Le bambine si sentono meno intelligenti, i bambini invece hanno il complesso di “superman”, quello per cui un uomo capisce la matematica meglio di una donna, ama il calcio, legge di scienze, ama le costruzioni e non sa cucinarsi neppure l’uovo fritto. Porre l’accento su quanto i ruoli di genere possano creare insicurezze e complessi in uomini e donne è più che mai importante.

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