Banche, intesa tra governo e UE



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fonte immagine: tgcom

Accordo raggiunto tra Padoan e Vestager. Il risultato del compromesso è il meccanismo di garanzia per i crediti deteriorati. Le banche italiane non verranno assistite da interventi pubblici, ma mediante “prezzi a condizioni di mercato”

“Che cos’è rapinare una banca, in confronto al fondarla?”

Una nota a margine riassuntiva di quello che è l’attuale sistema finanziario, targato neoliberismo. Un’intuizione idealista di Bertolt Brecht determinata, probabilmente, dalla congiuntura economica del ’29, e dinanzi alle asimmetrie capitalistiche, avrà supposto l’interrogativo, ahimè sdoganato anche dagli uomini qualunque di turno.

Ma al di là di ogni astrazione utopica, Brecht comprendeva che la banca è la sorella devota del Capitalismo, e dinanzi ad un fallimento non ci si può lasciar contagiare da riflessioni circa la moralità delle procedure. E dinanzi ad una possibile bancarotta, bisogna ricorrere ad ogni escamotage o compromesso, pur di salvare l’Italia neoliberale.

Poco prima della scorsa mezzanotte, dopo cinque ore di trattative governo Italiano e Unione Europea hanno siglato un accordo. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e la commissaria alla concorrenza, Margrethe Vestager hanno fissato i dettagli tecnici, ancora non rivelati. Il punto centrale dell’intesa riguarda il prezzo: buona parte del debito contratto dagli istituti bancari, e divenuto insostenibile economicamente, non sarà sanato, verrà fissato un prezzo “di mercato”e mediante la cartolarizzazione,il credito in sofferenza sarà tramutato in titoli, ceduti o ricollocati secondo un parametro economico contrattato.

I titoli sofferenti verrano gestiti da società autonome ad hoc, gli Special purpose vehicle (messo da parte,quindi, il progetto “bad bank”, a cui Padoan lavorava da 7 mesi), a cui affluiranno il credito deteriorato, suddiviso in junior, mezzanini e senior: rispetto a quest’ultimi, trattandosi delle obbligazioni subordinate, il vero dilemma della crisi bancaria italiana, le banche potranno beneficiare di una garanzia statale, di prezzi facilitanti la dismissione. In totale, ammonta a circa 200 miliardi di euro il credito inesigibile, vale a dire il capitale che non potrà essere riscosso.

Nessun intervento pubblico: lo Stato fungerà da mediatore. Il vizietto dell’economia pubblica e statale deve essere scongiurato, e ogni bagliore di tardo socialismo cestinato.

Soddisfatto Padoan: “Abbiamo raggiunto un accordo con la Commissione su un meccanismo di garanzia che rappresenta uno strumento molto utile per la gestione delle sofferenze bancarie. Si tratta di una garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze (GACS) che “accompagna e si rafforza, tenendo conto delle misure per la velocizzazione dei processi che sono stati già introdotti qualche mese fa. Quindi è uno strumento che completa la scatola per gli attrezzi italiani per gestire i crediti in sofferenza”

Con un Tweet, il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, approva l’intesa: “Incoraggiato dall’intesa sulle garanzie per consentire alle banche italiane di affrontare i crediti deteriorati. Grazie agli sforzi di Vestager e Padoan”.

Per quanto riguarda le 4 banche “incriminate” (Carife, Carichieti, Banca Marche e Banca Etruria), contemporaneamente e per via eccezionale sotto l’egida dell’ex direttore generale di Unicredit Roberto Nicastro, si sta procedendo per la cessione.

Sembra davvero che l’allievo un po’ svogliato stia eseguendo i compiti, con l’approvazione e la lode della Troika.

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