Bergoglio apre alla comunione per medici e madri che hanno praticato l’aborto



Papa bergoglio

Bergoglio apre alla comunione per medici e madri che hanno praticato l’aborto. Dopo la chiusura del Giubileo straordinario, il Pontefice tira le somme e dà le prime indicazioni in linea con il tema dell’anno santo

Bergoglio apre alla comunione per medici e madri che hanno praticato l’aborto. Dopo la chiusura del Giubileo straordinario il Pontefice tira le somme e da le prime indicazioni in linea con il tema dell’anno santo con la lettera apostolica “Misericordia et miseria”, resa nota a 24 ore dalla chiusura ufficiale della Porta Santa. In base alle nuove direttive Bergoglio da ai sacerdoti la possibilità di assolvere, in maniera permanente, coloro che hanno procurato l’aborto.

Secondo il Pontefice “niente di quanto un peccatore pentito pone dinanzi alla misericordia di Dio può rimanere senza l’abbraccio del suo perdono, è per questo motivo che nessuno di noi può porre condizioni. Comunicare la certezza che Dio ci ama non è un esercizio retorico ma una condizione di credibilità del proprio sacerdozio. Noi per primi siamo stati perdonati in vista di questo ministero”. Nel rispetto di questa straordinaria apertura del Pontefice, da adesso le madri e i medici che hanno procurato un aborto potranno accedere al sacramento della comunione con meno ostacoli formali anche. Un grande passo e un cambiamento epocale, considerando che per chi aveva procurato un aborto scattava la scomunica, che poteva essere revocata solo da un vescovo o da un suo delegato.

Bergoglio non approva l’aborto, che definisce ancora come “un peccato grave perché pone fine a una vita innocente”, ma ai sacerdoti chiede comunque di essere “guida, sostegno e conforto nell’accompagnare i penitenti in un cammino di speciale riconciliazione”. Un grande passo avanti nella giusta direzione, per un pontificato che mira a lasciare il segno nella storia millenaria della Chiesa.

 

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