Foto: Twitter NBA Tv

NBA, i giocatori di Miami e Boston hanno protestato contro le disparità sociali in seguito dei sostenitori pro-Trump

Torna la protesta in NBA dei giocatori nei confronti delle disparità sociali nel paese. Dopo lo stop di qualche mese fa in seguito alla morte di George Floyd, la Lega punta di nuovo i riflettori sule vicende di discriminazione e di diseguaglianza.

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Infatti nelle ore in cui i sostenitori di Trump facevano irruzione quasi indisturbati nel Congresso statunitense, mentre stava per avvenire il passaggio di consegne al neo eletto Biden, i giocatori NBA che di li a poco dovevano scendere in campo hanno deciso, in particolare i Miami e i Boston prima di consultarsi negli spogliatoi e di iniziare la partita con 45 minuti di ritardo.

Poi durante l’inno le due squadre si sono inginocchiate nella nota posizione del “Black Lives Matter”. Prima del fischio d’inizio le due società hanno diffuso un comunicato congiunto volto a chiarire le cause di questa protesta.

Ecco una parte del comunicato delle due squadre NBA:

La drastica differenza tra i modi in cui sono stati trattati i manifestanti nella scorsa primavera e incoraggiati quelli di oggi, che agivano nell’illegalità, ci mostra quanto ancora abbiamo da fare. Abbiamo deciso di giocare stasera per cercare di portare gioia nella vita delle persone. Ma non dobbiamo dimenticare le ingiustizie nella nostra società e continueremo ad usare le nostre voci e la nostra piattaforma per mettere in evidenza questi problemi e fare tutto quello che possiamo per lavorare per un’America più equa e giusta”.

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