Cenerentola

Il nuovo film ispirato alla classica fiaba di Cenerentola porta in vita le immagini del capolavoro d’animazione Disney del 1950

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Cenerentola Disney 2015: è arrivato nelle sale cinematografiche l’attesissimo lungometraggio live-action diretto da Kenneth Branagh in una versione che si ispira direttamente al film animato del 1950. Questa operazione va controcorrente rispetto alle rivisitazioni fiabesche che il cinema ha messo in scena negli ultimi anni modernizzando storie, personaggi, significati e avallando contaminazioni fantasy come se i materiali di partenza fossero graphic novel. La linearità narrativa della sceneggiatura -che mantiene intatto l’incanto della favola vecchio stile-  rappresenta il valore aggiunto e, al contempo, il rischio a cui il film si espone.cenerentola locandina

La firma delle meravigliose scenografie è del pluripremiato Dante Ferretti che, in occasione del film, si è ispirato all’architettura nord-europea del XVII e XVIII secolo. Le ambientazioni risultano credibili: dalla casa di Cenerentola al palazzo reale il film ci trasporta in un mondo  fiabesco con enormi castelli, sale da ballo e maestosi giardini.

La scelta di costumi elaborati è vincente ed è merito della costumista Sandra Powell che ha iniziato a lavorare sui bozzetti di ogni personaggio quasi due anni prima delle riprese, optando per uno stile a metà tra il XIX secolo e gli anni’40 del XX. La gonna che Cenerentola indossa durante il ballo a Palazzo ha richiesto mesi di preparazione: nonostante l’ampiezza doveva apparire leggera. Il risultato è stato ottenuto grazie all’impiego di diversi strati di tessuto finissimo, ognuno di una diversa sfumatura di blu, che messi insieme appaiono blu-lilla. Meritano di essere menzionate le iconiche scarpette di cristallo, uno degli elementi più amati della fiaba originale: la costumista si è ispirata ad una scarpa originale del 1890 e per far si che brillasse ha richiesto l’aiuto della compagnia austriaca Swarovski.

In questo allestimento quasi teatrale si muove un cast d’eccezione: ottima l’interpretazione di Cate Blanchett (Lady Tremaine) in grado di mescolare crudeltà, carisma e ironia.la matrigna Il film ci svela ciò che risiede dietro la malvagità della matrigna: una donna ancora molto bella, vedova due volte, delusa dalla vita, provata dalla sofferenza di aver visto andare in frantumi i propri sogni e che ha scelto quindi, per sopravvivere, il calcolo e la strategia svendendo se stessa e investendo nella propria ambizione. Gioventù e innocenza sono le cose che ha perso per sempre e che più invidia.

Eccentrica e divertente Helena Bonham Carter, la fata madrina, che ci regala un’interpretazione innovativa  rispetto alle precedenti riuscendo ad essere materna e, al contempo, frivola e magica.”Ho avuto la fantastica opportunità di reinventare questo personaggio, dato che non si sa bene chi sia la Fata Madrina”, racconta l’attrice.

 La giovane protagonista, Lily James, incarna perfettamente la bontà e la grazia di Cenerentola e si fa portavoce di un messaggio di carattere morale che viene ribadito spesso nel corso del film: “sii gentile, sempre e con chiunque, ed abbi coraggio”.  Si fa largo l’idea che la gentilezza dia potere e, se accompagnata da coraggio, possa condurre ovunque; si ribadisce la necessità di essere d’animo buono e di credere in che con un pizzico di magia i sogni possano diventare realtà.

Questa nuova versione perde le canzoni che ci hanno fatto sognare da bambini e tenta di conferire, in particolare nella prima parte, maggiore spessore emotivo ai personaggi: in questo modo la storia rischia, tuttavia, di diventare pesante e poco coinvolgente. Decisamente più dinamica la seconda metà del film nonostante si conosca la già la trama. Il film di Branagh, oltre ad essere un buon intrattenimento per i più piccoli, ricorda agli adulti ciò che crescendo hanno dimenticato: ” Tu sogna e spera fermamente, dimentica il presente e il sogno realtà..diverrà”.

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Germana Giardullo
Giornalista pubblicista, collaboro dal 2015 con le testate zon.it e zerottonove.it in qualità di responsabile di redazione. Ho conseguito la laurea magistrale in filosofia politica discutendo una tesi dal titolo "identità ebraica, male totalitario e giudizio nel pensiero politico di Hannah Arendt", con votazione 110 e lode. Sono attratta dal mondo della comunicazione, dai suoi diversi linguaggi e dalle nuove tecnologie d'informazione. Interessata alla politica, l'attualità e al cinema in generale. Nello specifico il cinema d'autore degli anni cinquanta, sessanta e settanta.