Chiara Francini, ”Il Campus di Salerno è una perla”



Chiara Francini, ''Il Campus di Salerno è una perla

L’attrice toscana Chiara Francini, gradita ospite dell’ateneo nell’ambito della rassegna Davimedia, racconta agli studenti la sua scalata al successo, in larga parte dovuto alla sua istruzione letteraria acquisita all’università

Un incontro diametralmente opposto rispetto agli altri eventi di matrice Davimedia, una ventata di autoironia e simpatia dilagante si scatena nell’Aula dei Consigli del campus va a confermare la poliedricità della rassegna.

Da Tornatore a Pino Insegno passando per Luca Dondoni e giungendo a Chiara Francini.

Sulla sua preparazione attoriale: ”Il teatro è stato fondamentale nella mia formazione e preparazione, mi regala gioia ed adrenalina. Recito già dai tempi dell’università perché ho sempre provato amore per il palcoscenico. La mia tenacia, i miei valori netti e mai sfumati mi hanno sempre fatto pensare alla resa come a qualcosa di inaccettabile, credo con entusiasmo alla pedagogia della sconfitta e al valore didascalico di quest’ultima“.

Su input del direttore artistico Roberto Vargiu, la giovane attrice fiorentina inizia a discorrere dell’altra sua passione, il cinema: ”Il grande schermo, a differenza del teatro, ti garantisce più tranquillità per il solo fatto di avere l’opportunità di sbagliare, possibilità che ovviamente il teatro non offre. Il cinema è magia, ho vinto il premio AKAI al Festival Internazionale del film di Roma come miglior attrice protagonista nel 2014 per la mia interpretazione in “Soap Opera” e quella è stata la mia più grande soddisfazione cinematografica della mia carriera, finora naturalmente. Il conto si presenta a tutti e io lo posso pagare perché ho lavorato“.

Difficile non introdurre il discorso relativo alla pubblicità telefonica, ritenuto da Chiara Francini il punto d’approdo della sua carriera: “Il concetto di comunicazione è cambiato, ho avuto la capacità di farmi conoscere dal grande focolare italiano –la televisione– perchè lo spot è un veicolo per farsi conoscere, asset promozionali come quelli telefonici devono essere sponsorizzati da personaggi importanti perchè ”si vende” la faccia per dare valore al prodotto. E’ una questione di empatia con il pubblico ed essere messa sullo stesso piano di Panariello e Raoul Bova mi fa credere d’essere giunta ad un buon livello sul nazionale”.

La parola passa ai discenti dell’Università e i temi diventano improvvisamente più seriosi e fortemente attuali spaziando da Umberto Eco fino a giungere alle unioni civili: “Sono totalmente a favore delle unioni civili, non è possibile che un paese come l’Italia sia così indietro rispetto agli altri paesi dell’Unione. Umberto Eco, invece, è parte fondamentale della mia istruzione accademica e della mia tesi di laurea perché amo le humanae litterae. A lui ho dedicato un mio pensiero su Twitter“.

In questo mestiere ovviamente non è possibile non legare con i propri colleghi, specie se si tratta di personaggi come Diego Abatantuono e Fabio De Luigi: ” Diego è troppo simpatico, in Soap Opera mi ha fatto morir dal ridere. L’ho conosciuto meglio anche grazie a Colorado, l’edizione che ho avuto il piacere di condurre è stata la migliore in assoluto. Fabio è un mito, un grandissimo attore e se mi proponessero di recitare con lui in una ipotetica nuova stagione di Love Bugs ne sarei entusiasta”.

Chiara Francini ha conquistato tutti con la sua simpatia, ribadendo il suo appoggio verso il mondo femminile e dimostrando che la formazione universitaria può regalare grandi soddisfazioni. Non solo esteticamente bella, fascino che l’attrice ha capito di avere solo appena giunta nel mondo dei media, ma adorabile, spontanea, autoironica e disponibile verso i followers.

Molto attiva anche nel mondo delle fiction televisive perché sarà all’interno del cast di “Non dirlo al mio capo” su Rai 1 con la partecipazione di Vanessa Incontrada, proseguendo con la fiction di 12 puntate “Matrimoni e altre follie” su Canale 5 e concludendo spostandoci sulla pellicola da piccolo schermo sulla storia di Marco Mazzoli sulla RAI.

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