idrossiclorochina
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Il Ministero della Salute ha pubblicato un vademecum per illustrare la cura domiciliare al Covid-19. Fare chiarezza per evitare cure fai-da-te

La diffusione del Covid-19 sta mettendo a dura prova chiunque sotto tanti punti di vista. Se da un lato troviamo ospedali in difficoltà nel reperire posti letto e posti di terapia intensiva per i malati Covid, dall’altro lato troviamo un’intera popolazione stremata e provata dagli enormi, seppur necessari, sacrifici richiesti. Una peculiarità della seconda ondata è stata quella di avere una percentuale molto alta di soggetti asintomatici o paucisintomatici. Nonostante questo, però, dai nosocomi nazionali giunge voce che molti dei pazienti ricoverati potrebbero tranquillamente essere curati domiciliarmente.

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In questo contesto, in molti casi si è diffusa una “corsa” alla cura domiciliare: in assenza di un quadro chiaro su come curarsi, sulla base di tanti pareri letti in rete di fantomatiche cure preventive, il Ministero della Salute ha deciso di metterci una pietra sopra. Nei giorni scorsi, infatti, è stato pubblicato un chiaro documento (qui il testo completo) che consiste in una vera e propria guida per i medici di base per il controllo e la cura dei pazienti che non necessitano di ospedalizzazione.

I sintomi del Covid-19 da tenere sotto controllo

I pazienti a basso rischio sono quelli che presentano la seguente sintomatologia:

  • sintomatologia simil-influenzale (ad esempio rinite, tosse senza difficoltà respiratoria, mialgie, cefalea);
  • assenza di dispnea e tachipnea (documentando ogni qualvolta possibile la presenza di una SpO2 > 92%);
  • febbre ≤38 °C o >38°C da meno di 72 ore;
  • sintomi gastro-enterici (in assenza di disidratazione e/o plurime scariche diarroiche);
  • astenia (perdita delle forze), ageusia (assenza di gusto) / disgeusia (gusto alterato) / anosmia (assenza di olfatto).

Monitorando questi parametri, sulla base di ciò che il paziente riferisce e con l’ausilio di termometri e pulsossimetri per la frequenza e saturazione di ossigeno, è possibile descrivere il quadro clinico.

Il medico, a questo punto, ha la possibilità di compilare il Modified Early Warning Score, un tabella utile per definire in maniera oggettiva il quadro clinico.

covid-19
Ministero della Salute

Successivamente, i pazienti vengono suddivisi in tre fasce di rischio ed eventualmente si valuta l’ospedalizzazione:

  • rischio basso / stabile (score 0-2);
  • rischio medio / instabile (score 3-4);
  • rischio alto / critico (score 5).

La cura domiciliare

Qualora il quadro clinico generale sia compatibile con la cura domiciliare, il medico può prescrivere una serie di farmaci e sconsigliarne altri.

  • Paracetamolo o FANS, ad esempio, possono essere utilizzati in caso di febbre o dolori articolari o muscolari (a meno che non esista chiara controindicazione all’uso). Altri farmaci sintomatici potranno essere
    utilizzati su giudizio clinico.
  • Nelle fasi più gravi della malattia, quando i sintomi non regrediscono nell’arco di 72 ore, è opportuno l’uso di corticosteroidi (cortisone). Un utilizzo nella fase precoce della malattia, quando cioè avviene la replicazione virale, potrebbe favorire un peggioramento del decorso.
  • Lo stesso si dica per gli antibiotici il cui uso non avviene per combattere l’infezione da Covid-19, bensì per evitare la sovrapposizione di infezioni batteriche. La somministrazione avviene nel caso di mancato miglioramento nell’arco di 72 ore.
  • L’utilizzo di eparina non è raccomandato nei soggetti non ospedalizzati e non allettati a causa dell’episodio infettivo, in quanto non esistono evidenze di un benefico clinico.

Altri farmaci NON raccomandati

  • L’utilizzo di clorochina o idrossiclorochina non è raccomandato né allo scopo di prevenire né allo scopo di curare l’infezione.
  • L’utilizzo di lopinavir / ritonavir o darunavir / ritonavir o cobicistat non è raccomandato né allo scopo di prevenire né allo scopo di curare l’infezione.
  • Non esistono, ad oggi, evidenze solide di efficacia di supplementi vitaminici e integratori alimentari (ad esempio vitamine, inclusa vitamina D, lattoferrina, quercitina), il cui utilizzo per questa indicazione non è, quindi, raccomandato.
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