Cosimo Pagnani riceve oltre 300 like per il suo post



Oltre 350 like sotto il macabro post di Cosimo Pagnani, l’uomo che ha annunciato l’uccisione della moglie su Facebook. Approvazione, ignoranza, o disumanità?

“Sei morta tr***”, così Cosimo Pagnani, 32enne di Sicignano (SA) aveva annunciato sul suo profilo Facebook la morte dell’ex moglie Maria D’Antonio, uccisa a coltellate nella sua abitazione.

Cosimo PagnaniUn post che ha sconvolto quasi quanto lo stesso delitto. Agghiacciante la lucidità con cui Cosimo Pagnani ha premeditato o compiuto le sue folli gesta. Ma ciò che più spaventa, a tragedia avvenuta, è l’approvazione o condivisione social che ha invaso la bacheca dell’assassino. Oltre 350 like in meno di 24 ore per una frase che avrebbe dovuto provocare solo rabbia e sconcerto, non apprezzamenti irrispettosi, avulsi da ogni forma di umanità, soprattutto di fronte a un episodio così drammatico.

Ma ancora una volta è prevalsa l’ignoranza, l’irriverenza, il consenso malsano verso un gesto efferato e privo di qualsiasi giustificazione logica. Cosa e chi si nasconde dietro quei 350 like? Quanti di loro hanno ritenuto davvero giusta la tremenda vendetta di un ormai ex-marito? Quanti di loro hanno pensato che il bene per una figlia potesse essere dimostrato privandola per sempre di una figura importante come quella materna? Quanti di loro credono che il femminicidio possa essere la soluzione alle incomprensioni familiari?

 Anche Maria Di Serio, Segretario Generale Cgil Salerno è intervenuta sulla questione: “Il nuovo caso di femminicidio, verificatosi ieri nella nostra provincia, mostra risvolti inquietanti. Oltre che alla tragedia, che vede ancora una volta a pochi giorni dalla giornata contro la violenza sulle donne,l’ennesima vittima di una cultura malata e maschilista, assistiamo ad un pericoloso fenomeno di spettacolarizzazione e di esibizionismo.
Il messaggio postato su Facebook dall’assassino Cosimo Pagnani sul suo profilo, ma ancor più i “like” sotto quel post, devono allarmare sulla condivisione di un pensiero che esprime quanto meno la sottovalutazione di un atto così grave. Pur di apparire, ma forse anche in piena consapevolezza, in tanti, premendo quel tasto, sono diventati complici e correi del carnefice”.

Una complicità di pensiero che spinge a riflettere sull’amoralità delle persone che ci circondano, e ancor di più di quelle che fanno parte della nostra vita e che potrebbero tradirci da un momento all’altro,depredandoci del bene più caro: la vita. Non esistono attenuanti di fronte a tragedie di tali dimensioni. Né discolpe di fronte a un’esistenza spezzata a soli 34 anni.

Fortunatamente il profilo dell’assassino Cosimo Pagnani è stato oscurato. Ora non resta altro che aspettare il corso della giustizia e donare il giusto rispetto al dolore della famiglia di Maria, dolore che non ha bisogno di vetrine per alleviare il proprio peso.

 

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