Fedriga Governatori
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Massimiliano Fedriga ha ufficialmente dato il suo ultimatum al Governo per le restrizioni. Questo sarà l’ultimo sforzo del Friuli

Un ultimo sforzo. Subito dopo, molto probabilmente, non ci sarà più spazio per ulteriori rovesciamenti di fronte. Almeno, stando a ciò che dice Massimiliano Fedriga, il Friuli Venezia-Giulia non è più disposto a concedere sacrifici né piegamenti di fronte ad una situazione, però, che li richiede assolutamente. Ma il governatore del Friuli, che è portatore anche di messaggi provenienti dalle altre regioni governate dalla Lega, ovvero la Lombardia e il Veneto, è rigido e assolutamente categorico. Questo sarà l’ultimo passo che la Regione compierà per combattere il Coronavirus.

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Una mossa alquanto azzardata, che non ha spiegazioni certe al momento, se non quelle di mettere i bastoni tra le ruote a due istituzioni, quale quella europea e quella italiana, che con la venuta di Draghi sembrano operare in piena sintonia. La cosa interessante, però, deriva ancora una volta dalla possibile frattura che si potrebbe creare all’interno dello stesso partito governato da Matteo Salvini. Infatti, non bisogna dimenticare che, a tutti gli effetti, la Lega è ora un partito di Governo ed è dalla parte di Draghi stesso, ha giurato di sostenere l’operato del neo-premier ed ha anche ottenuto dei ministeri chiave. Cosa succederà, ora, con questa presa di posizione?

C’è già chi immagina un’ulteriore spaccatura all’interno di un partito che sta ormai crollando. Le ambizioni di Salvini da un lato e l’indipendenza dei governatori dall’altro stanno di fatto demolendo dall’interno l’apparato leghista. Viene inevitabile pensare al fatto che questo Governo, di fatto, possa essere il cosiddetto “cavallo di Troia” architettato da Matteo Renzi. Un cavallo che nasconde un inganno davvero pesante, al suo interno, e che effettivamente sta mettendo tutti contro tutti nel centrodestra, compreso Fedriga.

L’inganno

La manovra architettata da Matteo Renzi, oggi come oggi, assume tutt’altra visione. Dunque è, a ragion veduta, una mossa più intelligente di quanto ci si possa aspettare. Nell’attesa di trovare un chiarimento preciso sulla situazione che lo vede coinvolto in Arabia Saudita, il leader di Italia Viva ha trovato il modo per annichilire l’opposizione conservando il proprio posto di privilegio. Una manovra che sicuramente si potrebbe definire un inganno molto ben architettato. Il carattere assunto da Fedriga ne è la prova evidente, una posizione di aut-aut che, in realtà, si riflette sullo stesso Salvini, artefice vero del Governo Draghi e pronto a calarsi le braghe pur di restare in una posizione di privilegio.

La parte nordista del suo “cavalierato”, però, gli sta dando pienamente addosso. Ed è difficile non pensare che Matteo Renzi non abbia potuto prevedere una mossa del genere. Spostandolo di nuovo al Governo, non solo ne ha evidenziato tutte le contraddizioni del caso, mettendo in mostra tutte le crepe e le falle di un centrodestra che, ad oggi, sembra tutt’altro che unito. Ma ne ha anche evidenziato pienamente l’inadeguatezza (come se ce ne fosse bisogno) a ricoprire incarichi governativi d’altro profilo. Ne è una dimostrazione il fatto che Draghi persegua gli esatti obiettivi opposti a quelli prefissati dal “Capitano”.

A questo, ora, si aggiunge un’ulteriore magagna per il Capitano, proveniente da Fedriga, uno dei suoi più influenti governatori dal punto di vista territoriale. Dunque, di fatto, si profila una Lega che sta quasi per implodere e si sta cannibalizzando mangiandosi da sola. Una mossa assolutamente inaspettata, che però si poteva facilmente capire fin quando, alla leadership, c’è un uomo che pensa a fare elenchi di dubbio gusto in modo assolutamente meccanico e sterile. Un uomo che, però, ormai, ha perso totalmente il suo consenso popolare. Ricorda Icaro, Matteo Salvini. Così vicino a raggiungere il Sole, ma destinato a schiantarsi al suolo miseramente.

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