Conte
Foto: screenshot da YT ONU

Il premier lancia l’allarme sulla situazione vaccini. In Italia prevista una riduzione del 60% a causa dei rallentamenti delle aziende produttrici. Inevitabili le ripercussioni sulla campagna vaccinale. Conte: “Tutto questo è inaccettabile”

Prima la Pfizer e ora anche AstraZeneca hanno deciso di rallentare la distribuzione del vaccino in Europa. Una decisione che aveva già incontrato le preoccupazioni e le ire del Commissario Straordinario Domenico Arcuri. Ma oggi interviene anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con un post su Facebook. “Le ultime notizie che ci arrivano dalle aziende produttrici dei vaccini anti-Covid sono preoccupanti” esordisce Conte.

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“Le Regioni sono costrette a rallentare”

Nel suo post, Conte spiega che il rallentamento delle distribuzioni penalizza proprio i Paesi come l’Italia che stanno proseguendo velocemente. Di fatto “le Regioni italiane sono costrette a rallentare le nuove somministrazioni per assicurare il richiamo alle persone già vaccinate” e quindi non solo la campagna vaccinale rallenta, ma svanisce anche l’idea di anticipare la vaccinazione di alcune categorie, come il personale scolastico. “Se fosse confermata la riduzione del 60% delle dosi che verranno distribuite nel primo trimestre significherebbe che in Italia verrebbero consegnate 3,4 milioni di dosi anziché 8 milioni“.

Un disastro, al quale hanno tentato di porre rimedio il Ministro Speranza e il Commissario Arcuri durante un incontro d’urgenza con i vertici di Pfizer e AstraZeneca. Ma le aziende hanno confermato il ridimensionamento della capacità produttiva. Il rischio ora è che le Regioni non riescano a somministrare la seconda dose agli oltre un milione che già hanno ricevuto la prima: scenario da incubo.

L’azione legale

Tutto questo è inaccettabile” spiega Conte. “Questi rallentamenti delle consegne costituiscono gravi violazioni contrattuali, che producono danni enormi all’Italia e agli altri Paesi europei. A questo punto, non resta altra strada che ricorrere per vie legali. “Ricorreremo a tutti gli strumenti e a tutte le iniziative legali, come già stiamo facendo con Pfizer-Biontech, per rivendicare il rispetto degli impegni contrattuali e per proteggere in ogni forma la nostra comunità nazionale” conclude Conte.


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