1 Dicembre 2022 - 16:39

Covid, i sintomi delle nuove varianti

Il covid-19 torna a far preoccupare con due nuove varianti: Cerberus e Gryphon. Gli scienziati, hanno individuato sintomi e pericolosità

Long-Covid, covid-19

La fase pandemica sembrava ormai superata, o almeno, facilmente contrastabile con l’aiuto de vaccini. La mortalità si è sicuramente abbassata grazie all’immunizzazione, ma non cancella del tutto il pericolo. Ad oggi, sono emerse nuove potenziali varianti.

Cerberus e Gryphon: le due nuove varianti

Cerberus e Gryphon sono derivazioni di Omicron 5, che negli ultimi mesi ha colpito milioni di persone in tutto il mondo. Queste ultime due sono le più pericolose, perché facilmente eludono l’immunità garantita dai vaccini. e possono presentare sintomi confondibili con quelli di raffreddore e influenza.

Le nuove sottovarianti devono essere monitorate attentamente perché, a detta dell’Istituto superiore della sanità, sono “facilmente trasmissibili con mutazioni correlate a una potenziale evasione della risposta immunitaria“. L’Oms ha rilevato che la variante Gyphon è fortemente in crescita. Salendo dall’ 1,5% al 2% in pochi giorni (tra il 24 ed il 30 Ottobre), questa variante appare come la più “la più immunoevasiva mai vista”. Cerberus invece, risulta preoccupante perché resiste ai monoclonali usati fin’ora, ma perlomeno è stata registrata una minore resistenza agli antivirali.

Quest’ultimo, tende a manifestarsi soprattutto nelle alte vie respiratorie, causando sintomi simili a quelli dell’influenza, come raffreddore, tosse stizzosa e mal di gola.

Gli studiosi sono già all’opera per trovare nuove risposte scientifiche, restando fedeli alle direttive sanitarie già da tempo utilizzate. Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di ricerca Epidemiologia molecolare dell’Università Bio-medico di Roma, afferma: “Sono ottimista perché Covid si sta adattando sempre più a noi, come vediamo dallo sciame di sottovarianti di Omicron. Anche Cerberus, come abbiamo evidenziato in uno studio, è meno contagiosa di Omicron, ma bisogna comunque restare preparati dinanzi all’evenienza”.