crisi, conte Recovery Plan
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Giuseppe Conte non ha la certezza di avere i numeri in Parlamento, intanto è partita la ricerca ai nuovi possibili sostenitori dell’esecutivo per uscire dalla crisi

E crisi fu. Dopo settimane o forse mesi di tira e molla, si è verificato, tra l’incredulità di molti, l’atto politico più pronosticabile della recente storia italiana. Renzi ha staccato la spina con il governo Conte ritirando sia le ministre Bellanova e Bonetti che il sottosegretario Scalfarotto. Il tutto gestito magistralmente secondo copione in una conferenza stampa tenutasi nella giornata di ieri poche ore dopo il colloquio tra Conte e Mattarella al Quirinale. Proprio il Premier di rientro dal Colle a piedi aveva dichiarato ai giornalisti: “Crisi? Spero di no, il paese non la capirebbe”. E menomale. Dopo, quindi, queste ultime parole famose, cerchiamo di vederci chiaro e capire i possibili scenari che ci attendono.

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Alla ricerca del responsabile perduto

Giuseppe Conte, archiviato lo strappo di Matteo Renzi, è intenzionato adesso ad andare alla conta alle Camere, ma per farlo senza rischiare di perdere tutto ha bisogno di avere la certezza che ci sarà un gruppo di parlamentari pronto a sostenere la maggioranza. La caccia al gruppo di parlamentari che da qualche tempo vengono definiti giornalisticamente “responsabili” è tutta aperta. D’altronde certezza è ciò che chiede il presidente Mattarella ed è soltanto con la coesione che si riuscirà a blindare il Governo senza inciampi che potrebbero risultare devastanti. Il rischio dopo la crisi di nuove elezioni anticipate incombe e non è un’opzione remota se, infatti, i numeri per la maggioranza non ci saranno, anche questo scenario è possibile. Altro che esecutivo fino al 2023.

L’analisi dei numeri

Alla Camera la situazione per raggiungere i numeri richiesti è relativamente tranquilla: la maggioranza ha 346 deputati e senza i 30 di Italia viva, conta su 316 sì che anche se risicati sono sufficienti. Il problema più urgente e grave per la crisi è il Senato: il governo finora ha avuto l’appoggio sicuro di 158 parlamentari a Palazzo Madama (92 M5S, 35 PD, 8 Autonomie, 18 Italia Viva, 5 LeU) e senza i renziani, scenderebbe a 140. Al momento, guardando a chi nel gruppo Misto ha sempre offerto una sua disponibilità a sostegno della maggioranza, ci sarebbero già circa 14 senatori, il numero è però una stima poco affidabile.

L’identikit dei possibili sostenitori di Conte

I primi responsabili indiziati per superare la crisi sono naturalmente gli ex M5s che, proprio per l’antico legame con il Movimento, molto spesso votano già a favore del governo per segnalare la loro vicinanza a una linea che non hanno mai davvero abbandonato. Si tratta di: Maurizio Buccarella, Saverio De Bonis, Luigi Di Marzio, Tiziana Drago, Elena Fattori, Marinella Pacifico. A questi potrebbero aggiungersi Michele Giarrusso e Gregorio De Falco. Sicuramente a favore, come ha già dichiarato, Sandra Lonardo. Proprio il marito Clemente Mastella si è già offerto, per organizzare lui “il gruppo dei responsabili” e nelle ultime ore ha garantito che “i numeri ci sono”. Altro bacino in agitazione è proprio quello di Italia viva, dove almeno 4 o 5 senatori renziani che sarebbero già pronti a sostenere la maggioranza per timore del voto anticipato. Ad ogni modo anche tutto questo subbuglio, alla conta dei voti, potrebbe non bastare.

L’incertezza nel momento peggiore

Al di là delle opinioni politiche, una crisi di governo non ha mai trovato un periodo più inopportuno per vedere la luce. Neanche un paese come l’Italia, abituato a vivere in un perenne stato di smarrimento con governi in grado di susseguirsi al ritmo delle stagioni, pensava di dover fare i conti in piena pandemia con una situazione del genere. Il virus galoppa, le imprese, i negozianti e i cittadini tutti attendono mentre il mondo sbigottito ci guarda. I prossimi giorni saranno decisivi per comprendere quale destino politico e non solo ci attende. Se il 2020 è stato l’anno della sfida al virus, questo 2021 non è soltanto un ennesimo periodo di battaglia contro un nemico invisibile ma, forse, anche e soprattutto una guerra contro noi stessi.

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