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A mezzogiorno, Giuseppe Conte ha parlato alla Camera della crisi di Governo. Nessun processo a Matteo Renzi, ma un’esortazione a muoversi

La conversazione è stata subito molto concitata e naturalmente ha rappresentato un punto importante per capire le nuove mosse della maggioranza. Ma Giuseppe Conte ha optato per non fare nessun processo a Matteo Renzi e per intrattenere invece un discorso costruttivo, nella speranza di rinsaldare un’alleanza che si è apparentemente distrutta. Non è stato, dunque, un attacco in modo compatto e distruttivo come quello fatto a Matteo Salvini il 20 Agosto del 2019. Anzi, si è optato per un registro molto più tranquillo e disteso, con l’invito al ragionamento.

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Ero consapevole che un’alleanza tra formazioni politiche diverse, in passato anche contrapposte, poteva nascere solo grazie ai valori costituzionali e alla solida vocazione europeista dell’Europa. Mi sono adoperato per prospettare un disegno riformatore. Affermai che quel progetto politico potesse essere l’inizio di una stagione riformativa. La pandemia ha rafforzato la consapevolezza del valore del dialogo. Se oggi posso parlare a testa alta, è per la consapevolezza di chi ha impegnato tutte le energie per offrire le migliori garanzie alla comunità nazionale. Nel dibattito pubblico, hanno opinato che la pandemia avrebbe schiacciato la politica. Mai come in questo periodo, la politica è stata chiamata ad assolvere le sue scelte più dure.” ha dichiarato Giuseppe Conte in Aula.

Tutta politica è stata la scelta di destinare ingenti risorse a sostegno di lavoratori, imprese, famiglie e categorie fragili. Questi interventi ci hanno permesso di essere apprezzati anche da illustri economisti come Paul Krugman. Abbiamo dimostrato grande responsabilità. Abbiamo creato i presupposti per una maggiore efficienza. Non avremmo potuto realizzare tutto questo senza condivisione, unità e alleanza. In questa prospettiva è stato fondamentale il senso di responsabilità delle forze d’opposizione. Hanno contribuito ad affrontare la crisi, bisogna darne atto.” ha poi detto.

Il dramma collettivo

Non possiamo offrire risposte mediocri. Dopo aver attraversato questo tornante della storia umana, nulla sarà come prima. Il Governo dev’essere all’altezza, anche degli attacchi mediatici. La crisi deve trovare un chiarimento, con linearità d’azione. La crisi avviene in una fase cruciale del nostro Paese. Tante famiglie stanno soffrendo per i propri cari. Confesso di avvertire un certo disagio. Sono qui oggi per provare a spiegare una crisi di cui io stesso non ravviso alcun plausibile fondamento. Le nostre energie dovrebbero essere sempre concentrate sulle crisi, mentre così appaiono dissipate, in contrappunti polemici e sterili. Rischiamo così tutti di perdere il contatto con la realtà. C’è bisogno di una crisi in questa fase? No. Abbiamo compiuto ogni sforzo per evitarla, nonostante continue pretese e rilanci.

Avverto una ferita profonda all’interno del Governo e, ancora più grave, nel Paese. Ha già fatto salire lo spread, ha attirato i media internazionali. Non si può pensare di ricreare quel clima di fiducia. Adesso si volta pagina. Questo Paese merita un Governo coeso, dedito a tempo pieno a lavorare agli interessi dei cittadini. I compiti sono molteplici e urgenti. Dobbiamo lavorare tutti insieme per mettere in sicurezza il Paese. Ringrazio tutte le associazioni che rappresentano le categorie produttive. Tutte stanno contribuendo in modo indispensabile per rendere il tutto più efficace. Occorre dedicare un particolare impegno per le riforme istituzionali. Il Governo ha bisogno della massima coesione possibile. Non si può cancellare quanto è successo. Concorderemo le condizioni nelle forme più utili per una soluzione. Non manterrò la delega all’Agricoltura. Ma continueremo a impiegare tutte le nostre energie e aggiungeremo anche il nostro cuore. La politica non è una disciplina senz’anima. Io sono disposto a fare la mia parte.” ha concluso Conte.

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