Dati Eurostat, l’istruzione e la cultura italiana sono in crisi

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Secondo gli ultimi dati Eurostat, l’Italia investe più sui servizi generali che sull’istruzione e la cultura

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L’Italia è all’ultimo posto per percentuale di spesa pubblica destinata all’educazione e al penultimo posto per quella destinata alla cultura: questo è ciò che evince dall’analisi dei più recenti dati Eurostat. Una spesa più alta risulta invece nell’ambito dei servizi generali, in cui rientrano gli interessi sul debito, le spese per gli organi elettivi e le spese principali per il funzionamento della pubblica amministrazione.

Si tratta di un risultato nient’affatto positivo, che mette nero su bianco sotto forma di dati, ciò che è già chiaro ed evidente sotto forma di fatti: a pagare le spese della crisi del nostro Paese siamo noi. 

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analisi ultimi dati eurostat
Analisi ultimi dati Eurostat

Perché, il fatto che lo Stato investa una cifra irrisoria per l’educazione e per la cultura sottolinea la poca attenzione delle istituzioni nei confronti del popolo, che si vede privato di uno dei suoi diritti fondamentali: il diritto all’istruzione.

In particolare, i tagli riguardano le scuole medie e superiori e le università, all’interno delle quali, si investe pochissimo (quasi niente) soprattutto per la ricerca. 

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Cosa significa questo? Significa che i ragazzi di oggi non hanno le adeguate possibilità né per formarsi, né per crearsi una solida posizione lavorativa. E come può il nostro Paese sperare di uscire dalla crisi, con questi presupposti?

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Updated on 22 October 2020 - 07:28 07:28