Dinosauri – L’apparire del 2000 che supera l’essere



dinosauri

Dinosauri (Dinosaur) è il 39° Classico Disney secondo il canone ufficiale. Prima produzione del nuovo millennio, un millennio segnato da un’evoluzione per l’animazione non indifferente. Le grandi major infatti iniziano a commercializzare la CGI

L’animazione ha vissuto uno dei suoi momenti più complessi sul finire dello scorso e sull’inizio del nuovo millennio. Questo prevalentemente per i lungometraggi sul grande schermo. Pellicole che nel corso degli anni erano divenute garanzie di intrattenimento, dolcezza, fantasia e musiche.

Non più solo Disney per l’animazione

La Disney spianò la strada, dettando i canoni del genere e della formula, per quelli che sono i cartoni animati che oggi conosciamo. Ma il cinema, si sa, è anche un’industria e ben presto nacque una competizione che arricchì il mercato.

Questo favorì indubbiamente i piaceri del pubblico, offerto di molte più pellicole diversificate tra loro. Grazie alla nascita della Pixar Animation Studios, infatti, l’animazione compieva un passo importante digitalizzandosi. Iniziando da Toy Story nel 1996, primo lungometraggio della Pixar e primo lungometraggio realizzato interamente in CGI.

Era nata, sul finire dello scorso secolo, anche la Dreamworks Animation, casa che entrerà in un vero e proprio dissing con la Disney. Lo studio di Katzenberg e Spielberg infatti puntava su storie più drammatiche ed epiche, in alcuni casi ridicolizzando il “lieto fine” disneyano delle sue favole.

Dinosauri, tra esperimenti in CGI e influenze di altre produzioni

La stessa Disney, dunque, ne uscì influenzata e cambiata. Non è un caso infatti che per aprire il sipario degli anni 2000, gli Studios realizzarono Dinosauri. Titolo originale Dinosaur, Classico Disney numero 39 del canone ufficiale. Dinosauri rappresentò la fine del Rinascimento, nonostante il botteghino risultò nuovamente positivo.

Dinosauri è ambientato nella preistoria, realizzato con sfondi reali e con personaggi creati al computer. Iguanodonte, lemuri, carnotauri e altre creature quest’oggi estinte sono i protagonisti del film. Se Dinosauri presenta una trama molto noiosa e banale, il comparto tecnico fu molto elogiato alla sua uscita, anche se visto oggi, forse, ci rende effetti speciali invecchiati così e così.

Dinosauri presenta molti elementi in comune con la saga Alla ricerca della valle incantata. La saga, prodotta dalla Amblin Entertainment (sussidiaria della Universal) rappresentò uno dei più grandi successi per l’animazione non-Disney. La somiglianza tra le pellicole ci fa capire come e quanto la Disney si stesse guardando intorno.

Il Rinascimento tramontava con l’inizio di un nuovo millennio, appuntamento con la storia per portare innovazione ed esperimenti. Per la Disney iniziarono anni di ostinata competizione a causa del crescere artistico delle altre case di produzione.

Essere o apparire?

Il film Dinosauri è un esempio di come la CGI rappresenti una distrazione. Una pellicola che rende bene sul grande schermo, che sorprende per qualità e impatto visivo, ma che conseguentemente ha lacune nella sceneggiatura e nella storia. La scelta di far parlare i propri animali è sempre stato un fattore positivo negli anni precedenti. Stavolta la Disney poteva cambiare rotta. D’altronde anche i personaggi de Alla ricerca della valle incantata parlano, e ciò rappresenta un’ulteriore somiglianza che non favorisce l’originalità Disney.

D’altronde la Dreamworks solo nel 2002 partorirà Spirit che proprio grazie ai suoi silenzi diverrà uno dei lungometraggi più amati di sempre.

Inoltre, l’introduzione di Dinosauri ricorda molto – se non troppo – quella di Tarzan. Oltre al precedentemente animato Disney, rammenta molto anche il cammino biblico di Mosè, già visto con gli esordi della Dreamworks, col film Il Principe d’Egitto.

Il mercato dei cartoni animati riempie ancora la domanda per quanto riguarda personaggi iconici e racconti unici. Caratteristiche che la Disney ha ben distribuito negli anni.

La modernizzazione e l’avvento tecnologico subentrano anche nel mondo dell’animazione, e lo cambieranno per sempre.

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