“Domino” di Malika Ayane è un disco davvero bello ed in cui la ricercatezza della musica si fonde all’eleganza ed ai mille stili vocali della sua interprete

Stavolta il look scelto per le presentazioni e le interviste di rito forse è meno eccentrico del solito, cosa che a conti fatti esalta ancora di più la sostanza che c’è alla base del progetto. 

Più che per il taglio stile bob cut colorato di un biondo quasi platinato ,infatti, l’ultimo lavoro discografico di Malika Ayane si fa notare per la miriade di sfumature di cui è composto e che durante l’ascolto sembrano quasi creare un effetto a cascata in pieno stile “Domino”.

Non a caso è proprio questo il nome scelto dalla cantante milanese per tornare sulle scene a distanza di tre anni dal precendente “Naif”, che a primo impatto sembra costruire il prologo ideale per questo nuovo progetto, in quanto l’arrangiamento simil orchestrale della cover di “Vivere”, che chiudeva il precedente lavoro, fa sentire il suo eco anche nelle battute iniziali di “Nodi” , primo pezzo dell’attuale tracklist e la cui forte musicalità fa già intuire con cosa si ha a che fare.

Da qui in poi, infatti, “Domino” prende subito una strada totalmente diversa, fatta di bivi che conducono ad altrettante melodie che forse non ci si aspetterebbe di ascoltare, ed a tratti potenzialmente contrastanti le une rispetto alle altre, le quali però trovano un punto d’incontro in un mix più o meno variegato di generi in grado di ricoprire ed arricchire totalmente ogni produzione senza mai snaturarla.

In quest’ottica sul grande sfondo costituito dal massiccio utilizzo di cori ed accordi di pianoforte dislocati un po’ ovunque, vengono messe in scena le atmosfere orientali di “Imprendibile” che a loro volta lasciano il posto al jazz oldies presente in “Vestito da domenica”, in grado di trasportare l’ascoltatore in un vero e proprio night club, mentre i richiami alla musica elettronica rivestono di un’aura quasi sacrale i potenziali futuri successi radiofonici “Quanto dura un’ora”  e “Nobody knows”. E se il racconto allegorico di una serata casalinga in “Non usciamo” probabilmente avrà bisogno di tempo per essere compreso totalmente , lo stesso non si può dire del duo “Per abitudine” e “Questioni di forma” che grazie al loro animo potenzialmente festaiolo e canterino posto in apertura di disco spingono immediatamente chiunque ad alzare il volume ed assecondare il ritmo.

La ciliegina sulla torta è infine apposta dalla stessa Malika Ayane che con la sua voce chiara, precisa, didascalica ed elegante risulta in grado di dare contenuto e senso ad ogni brano. Pulita o leggermente graffiante a seconda delle esigenze, non c’è nota o acuto che risultino fuori posto mentre l’interprete Italo-marocchina spazia tra tonalità soavi, recitate o sussurrate, colorazioni più decise e vibranti che amplificano ed impreziosiscono ogni sonorità su cui si posa la sua ugola in un modo tale da far sembrare la Ayane sempre al posto giusto e nel momento giusto.

Vista nella sua totalità, l’impressione finale che si ha di “Domino” è quella di un disco bello davvero in ogni sua parte e sicuramente non da primo impatto, ma che necessita di un ascolto più approfondito e sopratutto ripetuto senza il quale non sarebbe possibile riuscire a cogliere ogni singola venatura. E questo vale per la musica, ma ancora di più per l’eleganza del cantato di Malika Ayane.