Si intitola Egomostro il nuovo progetto discografico di Colapesce, frutto di un lungo lavoro e di una faticosa battaglia contro i propri fantasmi e quelli della società

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“Negli ultimi tre anni sono stato in giro con lo Zaino Protonico a raccogliere i ‘mostri’, come i protagonisti di Ghostbusters. Li ho imprigionati dentro il mio hard disk, proprio come un vero acchiappafantasmi, ma a un certo punto ho deciso di liberarli tutti insieme e non è stato per niente facile gestirli”, ha dichiarato Colapesce a proposito del suo nuovo album: Egomostro, uscito il 3 febbraio 2015.

Un disco sicuramente più personale, che a differenza dei lavori precedenti, parte da dentro per interrogarsi sul mondo esterno e su quanto la sua personalità pubblica abbia influito sulla sfera privata. Un diario in musica, un ritorno sui propri passi dopo il suo primo album: “Un meraviglioso declino”, grazie al quale aveva ottenuto il premio Tenco come migliore opera prima dell’anno.

Quanto e come si cambia con il successo? Cosa si scatena dentro nel momento in cui ci si deve confrontare con una realtà fatta di social network, gare di likes e personaggi costruiti ad arte per essere esposti in vetrina? Le risposte, frutto di un’analisi interiore accurata e faticosa, sono tutte in questo disco. Risposte che Lorenzo da a se stesso, ma che possono essere generalizzate a chiunque si riconosca nei suoi testi.

Egomostro-ColapesceL’“Egomostro” rappresenta l’egocentrismo patologico della nostra società, “mi sembrava un titolo forte, cercavo una sorta di neologismo, e questo mi sembra perfetto per descrivere il momento storico che stiamo passando, questa voglia eccessiva di approvazione. Questa sete di consenso che c’è tra la nostra generazione. Probabilmente c’è sempre stata, ma i social l’hanno amplificata”, ha dichiarato lo stesso Colapesce a rockit in un’intervista.

Sono stanco di sentire la parola cambiamento, le mie due certezze se le sfiori vado in crisi.

L’album è stato prodotto dallo stesso Lorenzo, con Mario Conte, musicista e arrangiatore molto conosciuto nel campo dell’elettronica sperimentale. Lo stesso Conte suona nel disco con una super squadra di musicisti composta, ovviamente, dallo stesso Lorenzo, Giuseppe Sindona, Alfredo Maddaluno, Fabio Rondanini, Vincenzo Vasi, Alfio AnticoGaetano Santoro, Benz. L’album è stato registrato da Giacomo Fiorenza e Mario Conte, mixato dallo stesso Fiorenza proprio con Lorenzo e Conte e masterizzato da Andrea Suriani.

La copertina, invece, è una sorta di rappresentazione pubblica dell’egomostro, una statua in 3D alta 30cm, che serve a conferirgli una dimensione reale. L’idea è nata durante un viaggio a Berlino, durante il quale si trovò in un negozio che realizzava statuette con le sembianze degli acquirenti, con prezzi diversi a seconda delle dimensioni. La sensazione che ne scaturì fu un misto fra ilarità e tristezza, perché fa strano pensare che le persone siano disposte a spendere 600 euro per tenere sé stessi sul comodino. 

Ma forse quelle statuette gli hanno anche dato lo spunto per guardarsi da un’altra prospettiva, per indagare i propri difetti, i propri fallimenti, le cose che hanno preso una piega diversa dai propositi iniziali. Testi personalissimi, incorniciati da un sound molto più elettronico rispetto allo stile acustico del precedente album. 

Ad anticipare l’uscita del disco la canzone Maledetti italiani, che attraverso un video particolarissimo mira a distruggere i personaggi-simbolo del nostro Paese, da Andrea Camilleri a Barbara D’Urso. “No, nessuna invettiva. Nessuna velleità politica. Non è di destra né di sinistra. È voglia di azzerare tutto per ripartire daccapo. Forse è sì un’invettiva, ma solo contro me stesso”.

Tracklist 

01. Entra pure
02. Dopo il diluvio
03. Reale
04. Sottocoperta
05. Egomostro
06. Le vacanze intelligenti
07. L’altra guancia
08. Copperfield
09. Brezsny
10. Sold Out
11. Mai vista
12. Maledetti italiani
13. Passami il pane
14. Vai pure

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