Elezioni Sardegna: Verdelli commenta “negativamente” gli exit poll



Sardegna

Gli exit poll in Sardegna hanno decretato definitivamente l’egemonia della Lega. E Carlo Verdelli attacca a pieni polmoni il Movimento 5 Stelle

Il voto in Sardegna promette di dare degli scossoni fortissimi anche alla politica nazionale. Carlo Verdelli, interpellato sull’argomento, ha commentato negativamente gli exit poll, dati il giorno dopo le elezioni regionali, che hanno decretato l’egemonia della Lega sul Movimento 5 Stelle. Il direttore di Repubblica ha posto l’accento soprattutto sul crollo incredibile e devastante che lo stesso Movimento ha avuto.

Il voto ci racconta di un’opposizione al crocevia di un centrosinistra diverso, un esperimento interessante che ribalta anche numericamente il peso delle forze di Governo. È un voto locale, ma non c’è dubbio che il consenso a Governo in corso ribalta anche numericamente il peso delle forze Governo.” ha dichiarato Verdelli.

Il Movimento 5 Stelle si faceva dare le carte dalla Lega, ora Salvini ha anche i numeri per farlo. Solo una crisi economica può metterlo davvero a rischio, l’impressione è che fino alle Europee non succederà niente. se passi dal 42 a sotto il 20% e sei una forza di Governo, qualcosa è successo tra te e il tuo elettorato, su Repubblica oggi parliamo di schianto.” ha poi concluso.

Cos’è successo, dunque, alla trionfante cavalcata del Movimento 5 Stelle, che è stata improvvisamente stoppata? Tutto quello che avevamo già previsto dal principio.

Difetti di comunicazione

Qual è la causa provante per cui il Movimento 5 Stelle è così in ribasso, addirittura da inabissarsi dietro il Partito Democratico? Alla base qualcuno potrebbe pensare semplicemente che Salvini sta stravincendo dal punto di vista governativo. Il problema, però, si pone successivamente, nel momento in cui entra in gioco il punto di vista comunicativo.

La strategia social invasiva da parte di Salvini ha pagato anche in Sardegna, e Verdelli se n’è già accorto. Il politico della Lega ha addirittura (anzi, come al solito) violato qualsiasi regola già precedentemente imposta. Il silenzio elettorale, infatti, è stato ampiamente sorpassato e oltrepassato da parte del politico, che in questi ultimi giorni ha fatto i suoi bei proclami su Facebook e sui social.

Peccato, però, che la legge non preveda il silenzio elettorale sui social, quindi in realtà, in maniera molto scaltra, il leghista non ha violato alcuna regola. Un’assurdità incredibile, in quanto un atto illegittimo diventa legittimato nel momento in cui la legge ha questo “nervo scoperto”.

Il Movimento 5 Stelle, forse troppo attenente alle regole (come se poi fosse una colpa), non ha sfruttato l’occasione, la voragine creata dal “leghismo” e quindi ha abbandonato anche un’altra regione. Difetti di comunicazione? Sì, certo, anche quello. Diciamo che, dopo essersi stabilito al Governo, il partito ha nettamente mollato la presa, in quanto ha raggiunto lo status che ha sempre odiato: quello di “casta“.

Sono inutili, infatti, i proclami sbandierati da Luigi Di Maio in continuazione. La discesa è continua, in quanto da un lato non si riesce a far fronte alla minaccia leghista, dall’altro si risulta troppo deboli e troppo “stanziali”. E nel frattempo il PD recupera. E sorpassa anche, come appena accaduto in Sardegna.

Leggi anche