30 Ottobre 2026 - 11:51

Spifferi dalle finestre: come eliminarli senza cambiare infissi

In sintesi. Gli spifferi dalle finestre si eliminano senza cambiare infissi individuando prima il punto da cui entra l’aria: tra anta e telaio, tra telaio e muro o dal cassonetto della tapparella. Sull’anta si applicano guarnizioni nuove a incastro o adesive, la ferramenta difettosa si regola, le fessure fisse si sigillano con silicone e il cassonetto si isola con un pannello.

I punti chiave

  • La guarnizione di una finestra non tiene più se un foglio chiuso tra anta e telaio si sfila senza fare molta resistenza.
  • Le guarnizioni adesive per finestre vanno applicate con temperature tra 10 e 25 gradi, su una superficie pulita, asciutta e regolare.
  • Il silicone tra telaio e muro deve indurire per il tempo indicato dal produttore, di solito 24 ore, prima di riaprire la finestra.
  • Secondo ENEA, il cassonetto della tapparella si isola applicando un pannello isolante all’interno, se c’è uno spazio di almeno 2 cm.
  • ENEA consiglia di cambiare l’aria aprendo completamente le finestre per 5-10 minuti, invece di lasciarle socchiuse a lungo.

Per eliminare gli spifferi dalle finestre bisogna prima capire da dove entra l’aria: tra anta e telaio, tra telaio e muro o dal cassonetto della tapparella. Ogni punto ha la sua soluzione. Sull’anta si mettono guarnizioni nuove o adesive. Se la finestra chiude male si regolano cerniere e ferramenta. Le fessure fisse si chiudono con il sigillante, il cassonetto con un pannello isolante.

Secondo i consigli di ENEA sul riscaldamento domestico, guarnizioni rovinate e chiusure difettose fanno entrare aria fredda e uscire quella calda. Per questo, prima dell’inverno, porte e finestre vanno controllate.

Da dove entrano gli spifferi di una finestra?

Una finestra ha più punti deboli e conviene controllarli uno per uno. I principali sono quattro: il bordo dell’anta, l’incontro tra telaio e parete, il passaggio della cinghia della tapparella e il pannello del cassonetto.

Anche le cause possono essere diverse:

  • una posa in opera sbagliata, per cui l’infisso non aderisce bene alla parete;
  • l’assenza di doppio o triplo vetro;
  • un infisso deformato, cosa più frequente con il legno;
  • guarnizioni rovinate;
  • ferramenta non regolata.

Prima di applicare qualsiasi guarnizione, verifica che il problema sia davvero uno spiffero. Condensa, macchie, acqua o un telaio deformato vanno capiti prima: le guarnizioni non li risolvono.

Cosa serve

  • Una striscia sottile di carta e un foglio per i controlli.
  • Guarnizioni nuove: a incastro se la finestra ha la scanalatura, adesive se non ce l’ha.
  • Alcol isopropilico per sgrassare il telaio, un metro e un attrezzo per tagliare le guarnizioni a misura.
  • Silicone per le fessure fisse tra telaio e muro.
  • Un pannello isolante, se vuoi intervenire sul cassonetto.

I prezzi dei materiali non sono riportati nel materiale consultato. ENEA definisce l’isolamento del cassonetto un intervento «piuttosto semplice e poco costoso».

Come trovare il punto esatto dello spiffero

  1. Aspetta una giornata di vento e chiudi la finestra.
  2. Avvicina una striscia sottile di carta ai bordi che riesci a raggiungere: anta, telaio, cassonetto, foro della cinghia.
  3. Segnati i punti in cui la carta si muove.
  4. Per controllare la guarnizione, apri la finestra, appoggia un foglio sul bordo del telaio e richiudi.
  5. Prova a sfilare il foglio. Se esce senza fare molta resistenza, la guarnizione non tiene più.

Alcune guide suggeriscono di usare una candela accesa e di guardare se la fiamma si inclina. È più sicura la striscia di carta: fiamme, incenso e fumo vicino a tende e serramenti sono da evitare.

L’aria passa da un solo lato? Controlla prima la ferramenta

Se lo spiffero si sente solo da una parte dell’anta, il problema potrebbe non essere la guarnizione ma la regolazione della ferramenta. In quel caso cerniere e meccanismi si possono regolare oppure sostituire, rivolgendosi a un tecnico.

Come cambiare la guarnizione se la finestra ha la scanalatura

Molte finestre hanno un canale nel profilo in cui la guarnizione è incastrata. Se la tua è così, la sostituzione è semplice:

  1. Tira via la guarnizione vecchia dal profilo in cui è incastrata.
  2. Pulisci bene il canale.
  3. Misura la lunghezza che ti serve.
  4. Taglia la guarnizione nuova a misura.
  5. Incastrala nel canale.

Attenzione ad alcuni profili, soprattutto in alluminio di fascia alta: hanno guarnizioni incollate o saldate. In questi casi serve un professionista.

Come applicare una guarnizione adesiva

La guarnizione adesiva serve quando l’aria passa dal profilo dell’infisso e non c’è una scanalatura. Va bene su legno, alluminio e PVC, a patto che la superficie sia pulita, asciutta e regolare. Conviene applicarla con temperature tra 10 e 25 gradi: con troppo freddo l’adesivo fa meno presa.

  1. Rimuovi il vecchio paraspifferi, se c’è.
  2. Pulisci il telaio finché la superficie non è liscia e senza residui. Per sgrassare puoi usare alcol isopropilico.
  3. Scegli lo spessore in base alla larghezza della fessura.
  4. Misura la lunghezza e taglia la guarnizione.
  5. Applicala lungo i battenti premendo bene. Non tirarla mentre la stendi.
  6. Chiudi la finestra e verifica la resistenza.

Sull’ultimo punto: se la finestra fa molta resistenza, la guarnizione è troppo spessa. Se la resistenza è poca, la guarnizione si assesterà in breve tempo.

Che spessore scegliere

Lo spessore è la scelta che conta di più. Una guarnizione troppo sottile non chiude la fessura, una troppo spessa impedisce alla finestra di chiudersi bene. Come riferimento, ecco due profili adesivi di tesa:

Prodotto Fessure indicate Durata dichiarata Note
tesamoll Profilo P da 2 a 5 mm 8 anni per il produttore, 4-8 anni per alcuni rivenditori Gomma autoadesiva, resiste da -50 a +60 °C, a raggi UV e ozono, si rimuove facilmente
tesamoll Profilo D da 3 a 7 mm non indicata Dato tratto da un articolo del 2017 circa: verifica le caratteristiche aggiornate sul sito del produttore

E le vecchie finestre in legno senza scanalatura?

Le finestre in legno costruite prima degli anni Ottanta spesso non hanno un canale fresato per la guarnizione. Si possono comunque migliorare: una soluzione è applicare una guarnizione in silicone sagomato direttamente nella battuta, un’altra sono le guarnizioni autoadesive esterne. Sono però rimedi provvisori.

Come sigillare la fessura tra telaio e muro

Le parti fisse, cioè il bordo tra telaio e parete, si sigillano con il silicone. Dopo l’applicazione lascia indurire il prodotto per il tempo indicato dal produttore, di solito 24 ore, prima di aprire e chiudere la finestra.

Il silicone va usato solo dove serve: coprire tutto di sigillante è un errore.

Come isolare il cassonetto della tapparella

Il cassonetto spesso non è isolato ed è una via d’ingresso dell’aria fredda che molti trascurano. Secondo ENEA, l’intervento consiste nell’applicare un pannello isolante all’interno, se c’è uno spazio di almeno 2 cm.

Sullo spazio minimo le indicazioni non coincidono: un sito di settore riporta che ENEA consiglia almeno 3 cm per gli isolanti tradizionali, quando possibile. Prima di comprare il pannello, misura lo spazio disponibile.

Due accortezze: non mettere sigillante sulle parti mobili del cassonetto e lascia scorrevole il passaggio della cinghia.

Quando le guarnizioni non bastano

Se gli spifferi arrivano da infissi deformati o con vetro singolo, le guarnizioni possono solo attenuare il problema. Un’azienda che produce serramenti arriva a sostenere che le guarnizioni adesive sul bordo dell’anta non siano da prendere in considerazione: è il parere di chi vende infissi.

Esiste una via di mezzo prima di cambiare tutta la finestra. Secondo ENEA, se il serramento è in buone condizioni si può sostituire solo il vetro con uno più isolante. L’intervento più conveniente è passare dal vetro singolo a un vetro doppio o triplo.

Ci sono detrazioni fiscali?

Le detrazioni dell’Ecobonus, descritte nel vademecum ENEA 2026, riguardano la sostituzione di serramenti già esistenti o di loro parti, non le nuove installazioni. Tra le spese ammesse c’è anche la coibentazione o sostituzione dei cassonetti, nel rispetto dei limiti di trasmittanza.

Il fai da te sulle guarnizioni non rientra tra questi interventi. Per capire se un lavoro specifico è detraibile, rivolgiti a un tecnico o a un commercialista.

Quanto si risparmia davvero?

Le cifre cambiano molto da fonte a fonte. tesa dichiara un risparmio energetico «fino al 35%», ma è un dato commerciale. Un articolo del 2016 parla del 10-15% sul riscaldamento, più un altro 10-15% isolando i cassonetti, senza indicare da dove venga il dato. Un valore affidabile e valido per tutte le case, quindi, non c’è.

Gli errori più comuni

  • Cercare gli spifferi con candele o incenso vicino alle tende.
  • Mettere guarnizioni su condensa, infiltrazioni d’acqua o telai deformati senza averne capito la causa.
  • Scegliere uno spessore sbagliato, troppo sottile o troppo spesso.
  • Applicare l’adesivo al freddo o su una superficie sporca.
  • Lubrificare le guarnizioni con vaselina o olio: servono prodotti specifici per la gomma.
  • Sigillare con il silicone anche le parti mobili del cassonetto.

Ogni quanto controllare le guarnizioni?

Una volta l’anno, di solito prima dell’inverno. Si sostituiscono i tratti schiacciati o staccati.

Una finestra ben sigillata non elimina il bisogno di cambiare l’aria. ENEA consiglia di aprire completamente le finestre per 5-10 minuti, invece di lasciarle socchiuse a lungo. Così il ricambio è rapido e la casa non si raffredda.

Domande frequenti

Come capire da dove entra lo spiffero della finestra?

In una giornata di vento, con la finestra chiusa, si avvicina una striscia sottile di carta ai bordi di anta, telaio, cassonetto e foro della cinghia, segnando i punti in cui la carta si muove. Per controllare la guarnizione si chiude un foglio tra anta e telaio: se si sfila senza molta resistenza, la guarnizione non tiene più. La striscia di carta è più sicura della candela, perché fiamme e fumo vicino a tende e serramenti sono da evitare.

Che spessore deve avere la guarnizione adesiva per finestre?

Lo spessore della guarnizione adesiva si sceglie in base alla larghezza della fessura: una guarnizione troppo sottile non chiude la fessura, una troppo spessa impedisce alla finestra di chiudersi bene. Come riferimento, il profilo tesamoll Profilo P è indicato per fessure da 2 a 5 mm. Se dopo l’applicazione la finestra fa molta resistenza a chiudersi, la guarnizione è troppo spessa.

Come si isola il cassonetto della tapparella?

Secondo ENEA, il cassonetto della tapparella si isola applicando un pannello isolante all’interno, se c’è uno spazio di almeno 2 cm. Un sito di settore riporta invece che ENEA consiglia almeno 3 cm per gli isolanti tradizionali, quindi conviene misurare lo spazio prima di comprare il pannello. Le parti mobili del cassonetto non vanno sigillate e il passaggio della cinghia deve restare scorrevole.

Le guarnizioni per finestre fai da te rientrano nell’Ecobonus?

No, il fai da te sulle guarnizioni delle finestre non rientra negli interventi dell’Ecobonus. Secondo il vademecum ENEA 2026, le detrazioni riguardano la sostituzione di serramenti esistenti o di loro parti e la coibentazione o sostituzione dei cassonetti, nel rispetto dei limiti di trasmittanza. Per un lavoro specifico conviene chiedere a un tecnico o a un commercialista.

Ogni quanto vanno controllate le guarnizioni delle finestre?

Le guarnizioni delle finestre vanno controllate una volta l’anno, di solito prima dell’inverno. I tratti di guarnizione schiacciati o staccati vanno sostituiti.

Fonte: ENEA – Efficienza energetica · 

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