14×10 di Grey’s Anatomy. In un mondo pieno di ingiustizie la fede in Dio rimane una certezza. Ma Dio è davvero buono e giusto come si crede?

”Nel corso di una giornata, Giobbe ricevette quattro messaggi, ciascuno con notizie che dicevano che il suo bestiame, i suoi servitori e i suoi 10 bambini erano morti. Lui continuò ad essere un fedele servitore. Continuò a lodare Dio, non si perse d’animo. La fede di Giobbe fu messa alla prova e lui superò la prova. E grazie alla sua fede, Dio premiò Giobbe con il doppio di ciò che aveva prima.”

14×10 di Grey’s Anatomy tutta incentrata sulla fede e sul razzismo. Dio è davvero con noi? Quanto dobbiamo prendere le sue parole sul serio? E’ un Dio buono? Ad insegnarci tutto questo c’è la meravigliosa April Kapner.

Padre, perchè mi hai abbandonato?

Queste sono le parole di Gesù che, crocifisso, si abbandonava ad un momento di disperazione e sfiducia, ma diciamoci la verità, questo è stato anche il pensiero di April Kapner per tutta la durata della puntata.

L’ex che ha mollato all’altare, ritorna con la sua fidanzata incinta e le ricorda quanto sia stato nei progetti di Dio che lei gli spezzasse il cuore, poichè solo così avrebbe conosciuto l’amore della sua vita nonchè madre di sua figlia.

Bhè certo, April ha perso un bambino, ha divorziato, è rimasta incinta, ha dovuto lottare per non farsi portare via la bambina ed è ancora follemente innamorata di Jackson mentre lui sembra innamorarsi della sua sorellastra. Tutto per il meglio insomma.

E Dio disse ”disfati di ciò che ti induce in tentazione”

La fede può essere molto pericolosa, soprattutto se presa in modo troppo letterale. E’ il caso del paziente di April, portato in ospedale per tentato suicidio, il ragazzo subito smentisce, ha provato a tagliarsi la mano per non doversi più masturbare e quindi cadere nel peccato. Come gli è venuta in mente una soluzione così drastica? Ma naturalmente dalla Bibbia.

E dopo vari tentativi di April per spiegare che Dio usa molte metafore, da non prendere in senso letterale, arriva la Dottoressa De Luca che chiude la discussione in un modo tanto semplice quanto giusto…

Il razzismo e la paura

Altro tema affrontato in questa puntata è il razzismo verso i neri e soprattutto i pregiudizi che la polizia può avere nei confronti delle persone di colore. Un ragazzino ha dimenticato le chiavi e tenta di entrare in casa dal balcone, la polizia lo vede e senza pensarci due volte gli spara uccidendolo. Questo caso scatena ricordi brutti in Jackson che racconta di quando, solo perchè nero, fu arrestato dalla polizia senza motivo; ma anche in Miranda e suo marito che a fine puntata fanno un discorso a Tac di forte impatto sociale. Lui è nero quindi non deve fuggire se la polizia lo ferma, deve tenere le mani sempre in alto e dire sempre cosa sta per fare prima di farlo, non come i suoi amici bianchi che possono permettersi di scappare.

Un tema importante, fondamentale, che fa capire quanto ancora in america la divisione bianchi/neri sia radicata e forte. Un tema che in una sola puntata non può essere affrontato.

Ride bene chi ride ultimo

Abbiamo pensato che fingesse, abbiamo pensato che fosse pazza, abbiamo pensato che lo avesse investito e invece no…Jo Wilson non ha mentito e non è un’assassina. Il suo ex marito arriva in ospedale, investito e subito Meredith incolpa lei e Alex che però fin da subito si dicono innocenti. E’ stata la fidanzata? Neanche. E allora chi? Un semplice ubriaco che lo ha investito ed è fuggito, ma il temutissimo marito di Jo, grazie alle cure della Kepner si era ripreso…era, perchè preso dalla paura di esser denunciato per la sua violenza, come in un film comico a basso budget, scivola e battendo la testa muore.

Si, proprio così, dopo averci fatto aspettare puntate su puntate per questo scontro Jo/ex marito, la cosa si conclude in due puntate e con un finale tragi-comico quasi incommentabile. Giustissime le risate di Jo, quasi isteriche, alla notizia che lei avrebbe dovuto decidere se spegnere i macchinari o meno.

Risate isteriche, anche quelle di noi fan di Grey’s Anatomy che dopo tanta attesa vediamo tutto concludersi così. Però alla fine, almeno su questa storia, possiamo dire che Dio esiste e punisce chi deve esser punito…almeno questa consolazione.

”Eli,Eli, Lama Sabachthani? Sono le parole che Gesù disse sulla croce, prima di morire. Mio Dio, Mio Dio, Perchè mi hai abbandonato? Anche Giobbe fece la stessa domanda, ma riuscì a mantenere la fede. E cos’ha ricevuto in cambio? Dei figli surrogati. Stress post-traumatico. A cosa gli è valso essere un servo fedele? O sarebbe stato meglio maledire il nome di Dio fin dal principio? Dov’era Dio durante le sofferenze e le pene di Giobbe? Stava vincendo una scommessa con Satana. Ti fa dubitare di dove sia, in mezzo a tutte le ingiustizie, le disuguaglianze e la crudeltà del mondo. Dov’è lui ora?”