Hillary Clinton

Il malore di Hillary Clinton diventa un caso politico. A rischio la fiducia degli elettori che sceglierebbero di non affidarsi ad un candidato con problemi di salute, con il rischio di creare un vuoto istituzionale. Intanto la candidata alla Casa Bianca annulla gli impegni elettorali fino a martedì prossimo

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Il malore di Hillary Clinton diventa un caso politico. A poco più di due mesi dall’election day americano, la candidata democratica alla presidenza è stata colta da malore durante le celebrazioni per il quindicesimo anniversario dell’11 settembre. Le immagini proposte da Fox News, che era presente alla cerimonia, fanno vedere la Clinton che si dirige verso la sua vettura, circondata dallo staff, che ad un certo punto deve sorreggerla per non farla accasciare al suolo.

L’ex senatrice, infatti, ha avuto un malore che l’ha costretta a lasciare anzitempo la commemorazione, e a cercare rifugio, per riprendersi, nell’appartamento newyorchese della figlia Chelsea. Poche ore dopo è riapparsa in pubblico per rassicurare tutti sulle sue condizioni.

Poi, a tarda sera, la spiegazione sul malore della candidata, che è stata diffusa attraverso un comunicato stampa del suo medico personale, Lisa Bardack. Nel comunicato viene spiegato come l’episodio sia stato cagionato da una polmonite, diagnosticata già lo scorso venerdì, e che avrebbe dovuto essere curata attraverso le dovute cure mediche e soprattutto il più assoluto riposo.

Consigli ignorati dalla stakanovista Hillary, che oltre a rispettare tutti gli impegni già presi, ha visto aggravare la sua situazione generale dal clima di ieri, eccessivamente caldo evidentemente, e che le ha causato una forte disidratazione. Questi fattori, secondo il comunicato, hanno poi causato il malore che l’ha colpita ieri.

Il malore di ieri rimane sì un incidente isolato, ma rischia di trascinare con se tutta una serie di domande e preoccupazioni da parte dell’elettorato, che da tempo si interroga sulla sua salute. Le rassicurazioni in questo senso, dal momento che si tratta di un candidato alla presidenza, sono necessarie, in quanto gli elettori necessitano di certezze da parte del proprio candidato, in quanto la salute dello stesso potrebbe venire a costituire un grave ostacolo se poi, col mandato in pieno svolgimento, il peggioramento delle sue condizioni di salute portasse eventualmente ad un vuoto di potere.

Con questo pretesto ci si aspettavano dichiarazioni al vetriolo da parte di Donald Trump, presente anch’egli alla commemorazione, ma il candidato repubblicano ha scelto il silenzio, coerentemente con il comportamento di cordiale indifferenza tenuto nei confronti dell’avversaria per tutta la durata della cerimonia. Certo, i due candidati non sono proprio “di primo pelo”, come si suol dire.

Hillary compirà 69 anni ad ottobre, mentre Trump ne ha 70. Da entrambi arrivano continue rassicurazioni sullo stato di salute, con tanto di esibizioni di cartelle cliniche e comunicati stampa. Basta che non sia proprio la campagna elettorale ad abbatterli definitivamente!

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