Sembra esserci un lieve miglioramento. Secondo i dati Istat l’occupazione per i giovani italiani sembra essere aumentata nell’ultimo periodo

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Secondo i dati riportati dall‘Istat, l’occupazione per i giovani italiani sembra aumentare. Infatti il tasso di disoccupazione è calato dal 25%  del secondo trimestre del 2015, al 22,3% nell’ultimo trimestre del 2016.

Nei secondi trimestri l’incidenza dei Neet, coloro di giovane età che non hanno e non cercano un lavoro e non frequentano né scuola né corso di formazione, è  cresciuta dall’inizio della crisi fino al 2013 (dal 17,7% del secondo trimestre 2008 al 25% del secondo 2013),per poi rimanere stabile tra il 2014 e il 2015, fino a scendere  nuovamente al 22,3% nel secondo trimestre 2016.

L’Istat segnala per i dipendenti a tempo indeterminato +0,3%, per quelli a termine +3,2% e per gli indipendenti +1,2%. Su base annua la crescita complessiva è di 439 mila occupati con una “significativa crescita” degli occupati di 15-34 anni (+223 mila su basa annua).

L’Istat ha sottolineando che vi è stato nell’anno un calo di 109 mila disoccupati. Le persone in cerca di occupazione sono 2 milioni 965 mila. Si è inoltre evidenziato che è in calo anche il tasso di disoccupazione giovanile, rientrando della fascia di età tra i 15-24 anni, che scende dal 40,3% al 35,5% del trimestre precedente e dal 41,1 % dell’anno precedente.

Nonostante ci sia un lieve miglioramento non significa che il problema sia stato risolto, al contrario. Ad oggi ad esempio, oltre 6 giovani mamme su 10 non hanno un lavoro e non frequentano alcun corso di formazione o aggiornamento professionale. Tra le donne sotto i 30 anni con figli piccolo, l’incidenza del Neet è al 64,4%, mentre le neomamme sono oltre la metà di tutti i giovani inattivi che cercano lavoro ma che però non riescono a trovarlo. Infine, l’incidenza dei Neet tra i giovani papà, al contrario, si ferma al 14% sotto la media complessiva del 22,3%. 

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