Hostile

Hostile uscirà nelle sale il 31 di ottobre e ci resterà fino al 2 novembre (in Italia dal 12 novembre). A pochi giorni dall’esordio la pellicola ha già fatto parlare di sé, se non altro perché a dirigerla è stato Nathan Ambrosioni, 13enne prodigio francese

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Hostile, prodotto da Light House, distribuito da Candlelight Pictures e girato con un budget piuttosto esiguo (ridotto quasi a zero) da un regista di 13 anni, si presenta come il caso cinematografico più interessante dell’anno.

Hostile
Locandina di Hostile (Ambrosioni, 2016)

Tornate un attimo indietro nel tempo, ricordate l’adolescente Dawson Leery, protagonista della serie di successo “Dawson’s Creeck” targata anni 90’, che armato di una telecamera in spalla e attori recuperati tra amici e parenti sognava Spielberg?

Bene, se riuscite ad immaginare questo, potrete calarvi nel backstage di Hostile. Il giovanissimo regista si è infatti circondato di un cast composto da compagni di scuola e membri della famiglia. Tra i protagonisti, Shelley Ward, Julie Venturelli, Luna Belan e pensate un po’, lo stesso Ambrosioni nei panni di Jake. Dettaglio non meno trascurabile, la presenza del papà produttore:

«Ho lavorato con amici e compagni di scuola e ho avuto anche l’appoggio di mio padre che è stato il mio produttore e ha lasciato il suo lavoro per seguirmi nella mia carriera».

Questo accostamento non vuole ridurre il lavoro di Ambrosioni a qualche episodio da serie tv, ma è una semplice giustapposizione visiva che avvicina meglio alle atmosfere che si celano dietro questo rivoluzionario progetto denominato Hostile.

La trama si apre con cadenza regolare, senza troppi fronzoli o parentesi temporali: due orfane adolescenti, Anna ed Emilie, adottate da Meredith Langston, avvertono in casa una inquietante presenza. Fin qui nulla di nuovo, che non sia già stato visto. Aggiungete l’intrusione all’interno della storia di singolari pratiche mistiche, si anche questo elemento non è esattamente da balzo sulla sedia, ma attenzione perché Ambrosioni ci infila di mezzo l’occhio vigile della televisione, intesa come opprimente entità che non oppone limiti alla più assoluta violazione della privacy.

Cosa dobbiamo aspettarci? Un reality horror in perfetto Paranormal activity style? Forse, ma Hostile aspira ad essere molto altro, facendo un uso piuttosto originale di soggettive e di “psicopatiche” oggettive.

Sicuramente scene di sangue ne vedremo, ma Nathan Ambrosioni promette “al punto giusto”. Sussulteremo al cospetto di incredibili effetti sonori sui quali peserà gran parte della suspense narrativa, non potendo fare affidamento su costosissimi ritrovati scenici da Oscar (ricordiamo il basso budget). Non mancheranno i colpi di scena e gli shock ending da film horror.

Un pacchetto di cifre registiche che richiama la macchina che ha reso celebre The Blair Witch Project, non che Hostile abbia la pretesa di esserne un remake, ma possiamo dire che dalla valigia stilistica dei suoi autori, qualche vecchio trucchetto tipico dell’intramontabile stilema della tradizione horror movie, verrà estratto e rielaborato in una versione 2.0.

Del resto a mettere i puntini sulle i è lo stesso Ambrosioni che alla conferenza stampa di presentazione del film, tenutasi a Roma il 25 di ottobre, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

«Mi sono ispirato a quelli americani, ma anche al cinema spagnolo e sicuramente a Blair Witch Project»

Hostile non è la prima prova in assoluto del baby regista, poiché si era già fatto notare lo scorso luglio con il suo Therapy, lungometraggio ancora facente parte della scia horror. Intanto la nuova sfida visionaria e psichedelica del 13enne ha già disseminato un po’ di scompiglio tra le giurie, aggiudicandosi: la selezione ufficiale al “Frightfest” e al “Fantasia di Montreal”, il premio come miglior regista a “La Samain du Cinema Fantastique” e il premio opera prima al “Tohorror Film Fest”.

Hostile
Nathan Ambrosioni. Fonte: Ansa.it

Nathan Ambrosioni, viso acqua e sapone con occhietti vispi e un po’ da furbetto sembra proprio sapere il fatto suo e all’età di soli tredici anni ha svelato alla stampa e alle orecchie attente dei curiosi il segreto del suo successo prodigioso:

«Il segreto per fare un film a soli tredici anni, è lavorare sempre con grande passione e curando ogni dettaglio proprio come ho fatto io».

Clicca qui per vedere il trailer di Hostile.

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