Milk, ucciso 37 anni fa, ricordato con “I fought the law (and I won)”



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Harvey Milk, attivista per i diritti degli omosessuali: ucciso a colpi di pistola nel 1978

Trentasette anni fa, il 27 novembre del 1978, venivano uccisi a San Francisco, a colpi di pistola, il sindaco George Moscone e l’attivista per i diritti degli omosessuali Harvey Milk. Una storia dura, di un assassino che non si pentì mai e di un idealista che morì per le sue idee

I fought the law (and the law won) è una popolare canzone rock scritta nel 1959 da Sonny Curtis e portata al successo dalla sua band, quella dei Crickets. Di “I fought the law” esiste, però, anche una versione alternativa registrata dalla punk-rock band dei Dead Kennedys nel 1987 e che ricorda un evento che in America in molti cercano di dimenticare, ma che è stato un duro schiaffo alla liberalità di quel paese, un evento che persino il regista Gus Van Sant ha voluto mettere su pellicola nel 2008, ottenendo anche un buon successo di critica: il film “Milk

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I fought the law, il pezzo dei Dead Kennedys che ricorda Milk e Moscone

Curtis la scrisse a poche settimane dalla morte di Buddy Holly, dopo aver preso il suo posto nella band, ed è un pezzo che ha avuto molteplici cover: la più famosa è sicuramente quella dei Clash nel 1979, nell’E.P. “The Cost of Living“. E’ inoltre citata nei Simpson e in decine di altre serie TV, fra le quali Buffy l’Ammazzavampiri e in American Dad.

La canzone racconta di un giovane che è finito ai lavori forzati dopo aver rapinato una banca, e sotto il sole cocente rimpiange la fidanzata, il figlio piccolo e il suo futuro che non sarà mai quello di un uomo libero.

Il pezzo dà l’idea che il giovane la canti proprio mentre sta lavorando sotto il controllo degli ufficiali di polizia, visto che la musica ricorda appunto le nenie che i carcerati cantavano per ingannare il tempo mentre spaccavano le pietre.

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Harvey Milk negli anni ’70

Milk racconta la storia di Harvey Milk e di George Moscone, rispettivamente consigliere comunale e sindaco italo-americano di San Francisco, la città dell’amore libero.

Nel 1978 Milk era uno degli attivisti per i diritti degli omosessuali più impegnati negli Stati Uniti: nato presso New York da una famiglia di origini lituane, si trasferì a San Francisco nel 1972 e si stabilì nel quartiere gay della città, dove aprì un negozio di fotografia insieme al compagno Scott.

In un epoca in cui l’omosessualità era assai meno sdoganata che oggi, Milk divenne presto una figura importante nella comunità gay di San Francisco, al punto da essere considerato il “sindaco” di Castro Street (dove Milk aveva il negozio) e ad essere presto eletto alla carica di supervisor (consigliere comunale).

Nel 1978, Milk si batté con forza contro la legge assurda che prevedeva la possibilità per i presidi di scuola di licenziare i professori che avessero apertamente dichiarato la loro identità sessuale, ed un giorno, durante un consiglio comunale, sostenne che la norma andasse abolita, difendendo le sue idee con fierezza contro tutta la camera riunita.

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George Moscone, sindaco di San Francisco nel 1978

A quel tempo, a San Francisco era sindaco George Moscone, italoamericano, il quale era favorevole all’abolizione della norma, al punto che aveva accettato le pressioni che gli chiedevano l’allontanamento di un altro consigliere comunale, omofobo e psicolabile, originario di Long Beach, New York, tale Dan White, seminfermo di mente e con una vera predilezione per le merendine americane “Twinkies“.

White era tra i più fermi oppositori del provvedimento voluto da Milk, ma quando si era trovato contro l’intera ala liberale del partito, favorevole a cambiare la norma in favore della comunità gay, si era anche dimesso: fuori dal consiglio comunale non poteva quindi manifestare in una sede politica la sua opposizione al provvedimento e dunque iniziò a temere che la camera di San Francisco potesse approvare la norma tanto avversata.

Poiché Moscone non volle rivedere la richiesta di ritiro delle dimissioni di White, quest’ultimo decise di ucciderlo, e il 27 novembre del 1978 penetrò nel comune da una finestra laterale, con due caricatori pieni di pallottole: Moscone e Milk caddero subito, e intorno a loro vi furono dei feriti, ma ciò che sconvolse l’America fu la pochezza della condanna alla quale andò incontro White, che per fortuna venne subito arrestato.

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White, l’assassino di Moscone e Milk

Considerato dalla corte “depresso” per abuso di “cibo spazzatura” e dall’eccessivo consumo di merendine Twinkies, White se la cavò con una condanna pari a sei anni di reclusione, e non si pentì mai della sua malefatta. In più, la sua omofobia fu considerata una circostanza attenuante e quasi legittima.

In un impeto di lucidità, White si suicidò il 21 ottobre 1985, ma ormai la vita di Milk e Moscone era stata spezzata.

La celebrazione dei due fu quindi portata in musica da Jello Biafra, il leader dei Dead Kennedys nel 1987, con un pezzo che suona forte ancora oggi e dice: “La legge non conta niente se hai gli amici giusti, è così che funziona questo paese. I Twinkies sono i migliori amici che abbia mai avuto, ho combattuto la legge e ho vinto

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