Idomeni, il dramma continua

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Il maltempo, la fame e la stanchezza peggiorano le condizioni di vita dei migliaia di profughi “ospiti” del campo di Idomeni. Guarda le FOTO

Il maltempo di questa settimana sembra essere andato via, lasciandosi alle spalle ferite e disastri soprattutto in quei luoghi, come il campo profughi di Idomeni, in cui gli “ospiti” vivono già in una situazione di estremo disagio.

Idomeni, guado del fiume
Guado del fiume: migranti tentano la fuga Foto Ansa

Ormai in trappola dietro un filo spinato migliaia, tra uomini, donne e bambini, aspettano che si aprano le frontiere per attraversare quell’agognato confine con la Macedonia.

Per questo ormai da anni Idomeni non ha più un’identità. Questo piccolo paesino poco distante dalla Macedonia non ha più nulla che lo identifichi come un vero e proprio luogo.

Gli abitanti vivono circondati da un filo spinato quotidianamente controllato dalle autorità locali, con scarso cibo e acqua, senza controlli sanitari, senza capire quando sia giorno e notte aspettando solo il momento della fuga.

I migliaia di profughi, messi già a dura prova dalla fame e dalla stanchezza, hanno vissuto in questi giorni una situazione estrema di disagio a causa dell’improvviso maltempo.

L’incessante pioggia ha infatti alzato il livello del fiume Konska che scorre lungo il confine greco-macedone, causando un improvviso guado.

In migliaia hanno provato la fuga, improvvisando una nuova via attraversando il fiume in piena.

Alcuni ce l’hanno fatta, altri no. Tre infatti, sono morti affogati nel tentativo di oltrepassare il confine.

I corpi senza vita ritrovati in questi giorni, hanno sollevato nuovamente la necessaria richiesta di un celere intervento per far fronte alle questione immigrazione. Dall’Austria e da Berlino le risposte corrono veloci e dure: per il ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz, il modello fornito dalla chiusura della rotta balcanica va seguito anche sulla rotta che potrebbe portare i profughi in Italia.

“Il traffico di migranti non si ostacola facilmentedice alla Bild am Sonntag -. Dovremo fare tutto quello che abbiamo fatto lungo la rotta balcanica anche lungo la rotta Italia-Mediterraneo, in modo che sia chiaro che il tempo del lasciapassare è finito, qualsiasi sia la rotta”.

Il cancelliere austriaco Werner Faymann torna invece ad attaccare la Germania e sollecita Angela Merkel a introdurre un tetto limite sui profughi.

Mentre il dibattito si accende e nel resto dell’Europa il maltempo lascia il posto al sole del fine settimana, a Idomeni il cielo sereno è ancora celato da una coltre di fumo e disperazione.

Foto Ansa