4 Gennaio 2022 - 17:18

Il digitale terrestre: siamo pronti alla nuova risintonizzazione?

digitale terrestre

Nel 2022 il digitale terrestre di seconda generazione entrerà nelle nostre case con nuova tecnologia di trasmissione e standard di codifica

Dal 15 novembre 2021 tutte le emittenti nazionali a partire dalla Sardegna hanno iniziato ad abbandonare gradualmente le frequenze sulla banda 700Mhz per cederle alla nuovo 5g fornita dalle compagnie telefoniche. Entro il 2023 lo switch-off verrà poi portato a termine.

Le emittenti nazionali e locali dovranno utilizzare nuovi multiplex, abbreviati con la sigla MUX, che consistono in tecniche in grado di “impacchettare” trasmissioni radio e televisive di diverse emittenti e farle viaggiare sulla stessa banda di frequenza elettromagnetica. Questi nuovi Mux passano dalla tecnologia MPEG 2 all’MPEG 4, che permettono di impacchettare più canali in un solo Mux e lasciare pertanto più frequenze libere che domani verranno utilizzate per il 5g.

A parità di banda questa tecnologia consentirà di impiegare in maniera più efficiente lo spettro delle frequenze disponibili con minore inquinamento elettromagnetico poiché il segnale irradiato è più basso, ma consentendo di migliorare la qualità video del 50%.

L’utilizzo dei Mux per la trasmissione dei programmi dei canali televisivi ha richiesto fino a qualche tempo fa anche la risintonizzazione dei canali, nel caso in cui gli stessi Mux, in cui i canali venivano trasmessi venivano poi cambiati. E’ il caso del Mux La3. Questo è nato per trasmettere il segnale televisivo dei vecchi videofonini e poi prestato ad alcuni canali Mediaset, poiché l’editore aveva i suoi già pieni. Quando La3 è stato disattivato, alcuni canali Mediaset sono improvvisamente scomparsi poiché spostati su altre frequenze e si è pertanto resa indispensabile la loro risintonizzazione.

Come guardare i nuovi programmi

Per guardare i programmi sui nuovi multiplex saranno necessari decoder e TV compatibili con la tecnologia DVB-T2 (Digital Video Broadcasting Terrestrial 2) ed DVB-S2 (Digital Video Broadcasting Satellite 2) in grado di codificare il segnale del digitale terrestre e satellitare di seconda generazione. Per questi nuovi apparecchi non sarà indispensabile la risontonizzazione poiché in grado di captare da soli il segnale anche se l’emittente cambia Mux.

Bisognerà fare attenzione al momento dell’acquisto che sull’apparecchio sia presente il bollino con la sigla DVB-T2. ltrimenti DVB-S2 per chi possiede invece una parabola. Il digitale terrestre potrebbe non essere dotato di buona potenza in zone poco o mal coperte. Pertanto sarebbe utile optare per un dispositivo con trasmissione satellitare.

Inoltre è possibile trovare anche il bollino HEVC o H.265 Main 10. a stessa sigla che compare quando testiamo la nostra Tv sui canali 100 o 200 per accertarci della compatibilità del dispositivo con il nuovo standard di compressione video. La sigla HEVC è l’acronimo di High Efficiency Video. È uno standard di codifica ad alta efficienza che migliora la qualità del video e supporta filmati fino ad 8K. Il nuovo digitale terrestre infatti sarà in grado di trasmettere tutti i canali in 4K.

Il calendario

Dopo aver più chiaro il motivo, ci apprestiamo a cambiare il nostro decoder e la nostra TV. Ora esaminiamo le date.

Dal 15 ottobre 2021 è stata abbandonata la codifica Mpeg-2 da Tv nazionali come Rai e Mediaset. Entro l’8 marzo 2022 tutti i canali nazionali dovranno passare al codec Mpeg-4, sebbene alcuni canali saranno trasmessi contemporaneamente con la codifica Mpeg-2 fino al 31 dicembre 2021.

Il 15 novembre 2021 è stato il giorno in cui tutti i canali nazionali e regionali a partire dalla Sardegna hanno abbandonato la banda 700 per lasciarla disponibile al 5G delle compagnie telefoniche.

Le date

Di seguito un riepilogo delle date, in cui nelle altre regioni italiane si procederà con lo switch-off. Dal 3 gennaio 2022 al 14 marzo 2022  si procederà nelle regioni del Nord:

In Valle d’Aosta  dal 3 al 7 gennaio 2022; in Piemonte dal 10 al 18 gennaio 2022 per le seguenti città – Torino, Cuneo, Langhe e Roero, parte della provincia di Alessandria; dal 20 gennaio  al 9 febbraio 2022 per le Alpi Biellesi, Valsesia, Verbano Cusio Ossola, Vergante, parte della provincia di Verbania, Vercelli, Biella, Novara; dal 7 all’11 marzo 2022 per Monferrato, parte della provincia di Asti, Alessandria, Torino, Biella, Vercelli, Novara;

In Emilia Romagna dal 2 al 4 marzo 2022 per parte della provincia di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena; dal 7 all’ 11 marzo 2022 parte della provincia di  Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna;

Dal 14 marzo 2022 Alto Appennino Forlivese e Cesenate, parte della provincia di Forlì-Cesena, Rimini e provincia); per la provincia di Piacenza  dal 19 gennaio 2022 e dal 7 al 11 marzo 2022.

In Lombardia  tra il 20 gennaio e il 9 febbraio 2022 per Sondrio e provincia, le Alpi e Prealpi lombarde, parte della provincia di Varese, Como, Bergamo, Lecco, Brescia.

Dal 7 all’ 11 marzo 2022 per la Pianura Padano Veneta. Quindi parte della provincia di Pavia, Milano, Varese, Cremona, Monza e Brianza, Como, Bergamo, Lecco, Brescia, Lodi, Mantova;

Le altre province

Per la provincia di Bolzano dal 10 al 14 febbraio 2022;

Per la provincia di Trento dal 15 al 23 febbraio 2022;

In Veneto dal 24 al 28 febbraio 2022 per Belluno e provincia; dal 7 all’11 marzo 2022 per la Pianura Padano Veneta, parte della provincia di  Verona, Padova, Vicenza, Treviso, Venezia;

In Friuli Venezia Giulia dal 1 marzo 2022 per la montagna pordenonese, Carnia, Canal del Ferro, Valcanale, parte della provincia di Udine e Pordenone; dal 7 all’11 marzo 2022 parte della provincia di Pordenone, Udine, Gorizia, Trieste.

Invece, dal 1° marzo al 15 maggio 2022 per Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise, Marche (Area 4).

Dal 1° maggio al 30 giugno 2022 per Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania (Area 1B). Il Mux 1 Rai sarà spento sui 700 MHZ e in banda VHF.