Informazione 2.0, quando anche fidarsi della tv diventa una scelta difficile



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Fake News, bufale, o semplicemente Informazione 2.0, quello che la televisione non dovrrebbe diffondere. Quando verificare le fonti diventa un dettaglio trascurabile

Il dietro front de Le Iene in merito al servizio sulla Blue Whale ha aperto un Vaso di Pandora che da tempo necessitava di essere scoperchiato. Certo, nell’era dell’informazione 2.0, non stupisce che una notizia falsa si sia diffusa in pochissimo tempo tanto da lambire il pericoloso limite che intercorre tra la notizia e la psicosi collettiva. Ma quello che più allarma è che l’informazione falsa sia arrivata dalla televisione, quello che è considerato l’ultimo baluardo della verità, il mezzo dal quale mai ci si aspetterebbe una bufala clamorosa. E invece….

Il precedente

La popolare trasmissione di Italia 1 non è nuova a questo tipo si notizie sensazionalistiche. Già nel 2013 Le Iene avevano mandato in onda dei servizi in cui si parlava del metodo Stamina come di una cura scientificamente valida, con tanto di testimonianze e di richiesta di messa a carico del Sistema Sanitario Nazionale della cura Vannoni. Peccato che l’efficacia della cura sia stata successivamente contestata dalla magistratura e che il suo inventore sia stato costretto ad emigrare da uno stato all’altro  per continuare a diffondere la sua invenzione al prezzo di migliaia di euro e tante false speranze.

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