L’arte del gioco e della meraviglia di Jean Dubuffet a Reggio Emilia

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JEAN DUBUFFET, Mouchon berloque, giugno 1963, olio su tela 114 x 146 cm. Collection Fondation Dubuffet, Paris. Diritti autore: © 2018 Adagp, Paris / Siae, Roma. Diritti foto:© Archives Fondation Dubuffet

Palazzo Magnani omaggia Jean Dubuffet. Il celebre artista del gioco e della meraviglia in mostra a Reggio Emilia con 140 opere

Le grandi opere di Jean Dubuffet, insieme ad altre dei maggiori protagonisti dell’Informale, in mostra a Reggio Emilia, dal 17 novembre al 3 marzo, a Palazzo Magnani. L’esposizione, dal titolo L’arte in gioco. Materia e spirito 1943-1985, è a cura di Martina Mazzotta e Frédéric Jaeger.

In particolare, il percorso espositivo esplora i cicli creativi, le ricerche, le sperimentazioni tecniche inedite e originali del teorico dell’Art Brut. Questo termine, inoltre, fu coniato nel 1945 dallo stesso Jean Dubuffet, per indicare una forma di espressione artistica spontanea, scoperta principalmente negli ospedali psichiatrici.

140 opere sono state selezionate per l’itinerario espositivo. Si tratta di disegni, dipinti, grafiche, sculture, dischi, provenienti dalla Fondation Dubuffet e dal Musée des Arts Décoratif di Parigi, oltre che da musei e collezioni private di Francia, Svizzera, Austria e Italia.

Il percorso dedicato a Jean Dubuffet, inoltre, si snoda in tre sezioni seguendo la dialettica materia-spirito. Infatti, si inizia dal periodo compreso tra gli anni 1945 e 1960. Poi, il visitatore passa al 1962 e al 1974, quando irrompono i lavori della serie de L’Hourloupe.
La terza parte del percorso, invece, esplora il cromatismo sviluppatosi tra il 1976 e il 1984 con i Théâtres de mémoire e con i Non-lieux.

Davide Zanichelli, presidente della Fondazione Palazzo Magnani, ha spiegato: “Entrare nell’universo di Dubuffet è come immergersi nell’ambigua dimensione dell’origine: il disegno infantile; il movimento giocoso e libero da ogni tecnica o norma culturale; il gesto primitivo che agisce con la materia; la potenza aurorale del folle. Bambini, primitivi, folli, sono tutte categorie del sacro che recano in sé una forte carica di ambivalenza”.

Infatti, alla mostra sarà presente anche il rapporto dell’artista con la musica. Inoltre, il percorso a Palazzo Magnani presenterà video musicali e i sei dischi della Galleria del Cavallino di Venezia.